Delfino Pescara. Ricapitalizzazione: restano distanti le posizioni dei 2 gruppi

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

5213



PESCARA. Nelle ultime ore inizia a sgonfiarsi in seno alla Pescara calcio il caso relativo al pagamento della parte di debiti del “gruppo Sebastiani”. L'imprenditore, che gode dell'appoggio di altri soci di minoranza quali Di Tieri, Di Cosimo, Acciavatti e Pirocchi per un totale di 30%, anche ieri ha confermato la sua ferma volontà di uscire o rilevare le quote di tutta la compagine sociale.
Come in una partita a carte, con il chiaro intento di ricucire lo strappo o avere la meglio, De Cecco, che ha già provveduto insieme a Caldora ed Edmondo al pagamento della loro quota parte, ha in parte aggiustato il tiro circa le possibilità di fallimento del Pescara.
Anche se le posizioni dei due gruppi restano distanti, fortunatamente il rischio di rivedere i libri contabili della società portati in tribunale dopo solo un anno è ridotto al lumicino.
Se Sebastiani e soci non dovessero ricapitalizzare la loro quota parte potrebbero aprirsi due strade. La prima vedrebbe De Cecco, Caldora ed Edmondo “sobbarcarsi” un altro 30% dell'aumento di capitale sociale. In alternativa potrebbero essere ratificati ingressi di nuovi soci tra i quali ad esempio Angelo Renzetti.
Il pensiero di De Cecco, Caldora ed Edmondo, condivisibile perché poggia le basi sulla gestione del club fin'ora sottoscritta e condivisa da tutti i soci, è aperto alla possibilità di diniego di Sebastiani e soci a patto che gli stessi paghino i debiti contratti in base alle quote societarie.
Intanto l'assemblea, fissata originariamente negli scorsi giorni, è stata spostata al 21 di dicembre. Chiara l'intenzione, obiettivamente difficile, di tentare fino all'ultimo di ricucire lo strappo con De Cecco e la Caldora che nonostante tutto si dicono fiduciosi sul ritorno di Sebastiani. In ogni caso, va sottolineato, è altamente improbabile un nuovo fallimento.

Andrea Sacchini 18/12/2009 11.37