Intitolato l’Adriatico a Cornacchia. La sala stampa per Santarelli

Alessandro Biancardi

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PESCARA. E’ stata scoperta ieri mattina allo Stadio Adriatico la targa con il nome di Giovanni Cornacchia, scomparso improvvisamente lo scorso anno.

Presenti il presidente del Coni Gianni Petrucci, con il segretario generale Pagnozzi, giunti Pescara appositamente per la manifestazione, gli assessori regionale e comunale allo Sport Carlo Masci e Nicola Ricotta, i presidenti regionale e provinciale del Coni Ermanno Morelli ed Enzo Imbastaro e poi la famiglia del professor Cornacchia, la vedova Adriana, il figlio Andrea, i fratelli e i nipoti.
«L'amministrazione comunale – ha ricordato il vicesindaco Berardino Fiorilli – ha scelto un luogo simbolo, lo Stadio Adriatico, per ricordare la figura di un personaggio che ha rappresentato il nome e l'immagine di Pescara nel mondo, la figura di un atleta che ha dato lustro alla nostra tradizione sportiva, scrivendo pagine di successi».
Ci sono state le Olimpiadi di Roma, Tokyo e Città del Messico rispettivamente nel '60, ‘64, e nel '68.
«Non possiamo dimenticare il suo entusiasmo», ha ricordato ancora Fiorilli, «quando Pescara ha vinto l'aggiudicazione dei Giochi del Mediterraneo ad Almeria: per anni ha lavorato con dedizione per garantire alla nostra città di ospitare quella che è stata definita la più bella edizione della kermesse sportiva e lo dobbiamo anche a Giovanni Cornacchia, che purtroppo non era con noi fisicamente a festeggiare il successo, ma era nei nostri cuori».
E proprio quella struttura che ha ospitato la cerimonia di apertura dei Giochi d'ora in avanti porterà il suo nome, quello di un atleta vero e di un uomo autentico. «Attraverso i suoi occhi Giovanni sapeva trasmettere energia, forza, vitalità, il sapore della serenità – ha ricordato l'assessore Ricotta -, lo ha fatto attraverso i suoi successi sportivi, ma soprattutto nei suoi insegnamenti umani».
Commosso il ricordo dell'assessore regionale allo Sport Carlo Masci, «rammento ancora quando con Marinelli, nei tempi d'oro della Pescara Calcio, dibatteva sulla destinazione dello stadio Adriatico: per Cornacchia la struttura era il ‘tempio dell'atletica', per Marinelli era il ‘tempio del calcio'. Oggi immagino Cornacchia che sorridendo dirà che aveva ragione lui, visto lo stadio porterà il suo nome».
Il presidente Petrucci ha commentato che «la presenza di tanti cittadini oggi alla cerimonia ci testimonia il grande affetto che Pescara ha provato per l'amico Giovanni, che ha fatto tanto per lo sport italiano, per la sua regione e per la sua Pescara. La sua è stata una vita fatta di successi olimpici, ma anche di umanità e capacità professionale».
Durante la cerimonia il vicesindaco Fiorilli ha anche annunciato un'ulteriore iniziativa: «Nei giorni scorsi Pescara e l'Abruzzo hanno perso un altro grande uomo di sport, il giornalista Rai Mario Santarelli che per anni ci ha raccontato le gesta del Pescara, riuscendo a strappare un sorriso anche quando i colori biancazzurri non riportavano una vittoria sul campo. Da due anni aveva lasciato la sua scrivania in via De Amicis, senza mai però far mancare il suo contributo per riportare in alto i nostri colori. L'amministrazione comunale ha ora maturato la volontà di commemorare adeguatamente anche Mario Santarelli, avviando le procedure per intitolargli la Tribuna Stampa dell'Adriatico».
La notizia ha subito ricevuto il plauso dello stesso presidente Petrucci che ha ricordato la sua amicizia con Santarelli, «un ottimo professionista che ci ha lasciato pagine e pagine di storia del Pescara».
La cerimonia si è conclusa con due incaricate del Coni che hanno scoperto la targa con la quale lo Stadio Adriatico è stato denominato ‘Stadio Giovanni Cornacchia'.

23/10/2009 8.55