Calcio. Mancano soltanto i dettagli per la scissione tra Lega di A e B

Alessandro Biancardi

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ROMA. È ormai tutto pronto per la costituzione delle due leghe autonome di serie A e B. È quanto emerso dall'incontro di ieri tra il presidente della Lega della A Maurizio Beretta, il patron del Coni, Gianni Petrucci, il presidente Figc Giancarlo Abete, il sottosegretario alla presidenza del consiglio Gianni Letta e Rocco Crimi, sottosegretario con delega allo sport.
Con la supervisione del governo dunque avverrà entro domani, a meno di clamorosi colpi di scena, una sorta di separazione consensuale che darà vita a due leghe distinte. La decisione verrà ratificata entro ventiquattr'ore nell'assemblea di Lega, ovviamente prima della formazione dei calendari per la stagione 2009/2010.
In linea di massima l'intera serie B sarebbe favorevole, mentre nella massima serie ci sarebbe ancora qualche club scontento.
L'ipotesi sulla separazione tra A e B era sul tavolo di discussione già da parecchi mesi. In prima analisi, intorno maggio di quest'anno, l'unica società di massima serie contraria alla scissione era il Lecce che quest'anno disputerà il campionato di serie B.
Storicamente invece già nell'ottobre 2005 era stata presa una decisione storica circa la divisione tra A e B che doveva avvenire a partire dal primo gennaio 2006. L'accordo allora fu trovato per la mutualità che i club di A dovevano elargire a quelli di B. 95 milioni di euro fino a gennaio 2009 e 65 nei restanti sei anni.
L'incontro tra i vertici massimi del pallone nostrano ed i rappresentanti del governo è stato anche la ghiotta occasione per definire la delicata situazione dei diritti televisivi, degli stadi di proprietà e della fiscalità.
Riguardo il secondo punto all'ordine del giorno, è stato un segnale importante la presenza di Rocco Crimi. Il sottosegretario con delega allo sport è stato chiamato in avanscoperta dal governo in vista dell'audizione nei prossimi mesi davanti la 7a sezione del senato per il varo della legge che favorirà la costruzione di stadi di proprietà dei club. Questa soluzione, a detta soprattutto delle società qualificate per le coppe internazionali, è la condizione imprescindibile per ritrovare competitività a livello europeo contro lo strapotere tecnico ed economico dei club inglesi e spagnoli. Uno stadio di proprietà infatti, come avviene oggi proprio in in alcune realtà in Spagna ed Inghilterra, genera entrate economiche di rilievo.
Per quanto concerne invece i diritti televisivi, sempre ieri sono state aperte in Lega le buste per l'assegnazione dei diritti audiovisivi e radiofonici per il campionato 2009/2010 di A e B. Le offerte valide sono state quelle di RTL 102.500, Dahlia Tv, Reti Televisive Italiane, TheBlogTv e Sky Italia. Entro sette giorni la Lega potrà procedere all'assegnazione dei singoli pacchetti ai soggetti che abbiano presentato l'offerta più alta. Sulla vendita degli stessi, però, pende un istruttoria avviata negli ultimi giorni dall'Antitrust per possibile abuso di posizione dominante da parte della Lega Calcio.

I COMMENTI SULL'INCONTRO DI IERI

Rocco Crimi, sottosegretario con delega allo sport, si è espresso con termini positivi dopo l'incontro avvenuto ieri a Roma: «c'è ancora qualche dettaglio da sistemare, ma è stato trovato un punto di incontro tra la lega ed i club di serie A e B».
L'incontro non è servito per chiedere soldi come ha specificato al termine dello stesso Abete: «non ci siamo incontrati per chiedere al governo chiarimenti sulla legge Melandri che prevede redistribuzioni dei fondi tra serie A e B. La disponibilità tra i club è stata già trovata. Ci sarà una redistribuzione delle risorse».
Chiaro invece secondo Maurizio Beretta l'obiettivo della divisione tra le due leghe: «bisogna avvicinarsi al modello vincente della Liga spagnola e della Premier League inglese. La distanza non è così ampia anche se c'è ancora da lavorare».

Andrea Sacchini 28/07/2009 10.21