Indycar. Scott Dixon fa felice "patron" Chip Ganassi

Alessandro Biancardi

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KANSAS. Lo chiamano “grumpy” , ma scorbutico non e'.
E' nato in Australia, ha abbracciato la Indycar sotto la guida dell'italoamericano Chip Ganassi, ed oggi sull'ovale del Kansas, con una performance vittoriosa ha portato a 17 il numero di vittorie di campionato.
«Ho vinto grazie alla macchina preparata da un team di “cervelloni”, del team Ganassi», ha detto Scott Dixon, al termine dei 200 giri dello speedway, «e' stato una specie di esame in vista della 5oo miglia di Indianapolis di fine maggio.Non poteva andare meglio di cosi'. Ora ci concentreremo sul mitico ovale dell'Indiana»,
In una parola Scott e' un “ovalista”, sulle piste dove si gira sempre a sinistra, e' come a casa sua e non teme gli spunti rabbiosi dei Brisco,Castroneves,Kanaan o Rahal.
Ha concesso un po' di fiato ai diretti avversari, ma e' stato soltanto un “miraggio”.
Semmai si potrebbe dire che i “giovani” della serie, oggi hanno sfoggiato piu' coraggio, piu' decisione concludendo nel plotone di testa che ha visto, appunto Brisco, Andretti, Rahal, la bella Patrick (quinta) fresca da una seduta fotografica per la rivista “Shape”, i quali hanno tenuto acceso l'interesse dei presenti osservanti la battaglia a tempo di 190 miglia l'ora con un occhio, e l'altro fisso verso il cielo scuro.
Con il terzo posto del Kansas, il brasiliano Tony Kanaan si piazza meritatamente in testa alla classifica e si prepara a varcare il portale di Indy dove e' di casa.
Lo seguono Briscoe, Franchitti e Dixon.
Poco prima della corsa, un forte tornado ha spianato una sezione del Kansas, infierendo sulle case, auto ed alberi, riservandosi di farsi vedere durante la gara.
Per fortuna le cose non sono andate cosi'.
Il vento che spirava a 30 miglia l'ora ha tenuto lontano la densa scura nuvolaglia consentendo ai concorrenti di terminare, indisturbati, l'intera corsa.
Peccato il mancato arrivo di qualche pilota valido e deciso come l'italo scozzese Dario Franchitti che aveva tenuto una posizione arretrata sino al giro della boa, risalendo diverse lunghezze sino a far sentire il fiato ai primi cinque. Ma, il diavolo fa le pentole anche senza coperchio e Dario che, voleva ripetere la prestigiosa vittoria di Long Beach, mentre seguiva Rahal, e' venuto a trovarsi dietro al figlio di Bobby che rallentava.
Per evitare un forte tamponamento, Dario virava a destra concludendo paurosamente contro il muro.
Incolume, giustamente dispiaciuto, è tornato al pit deciso a far valere la sua classe nella tradizionale 500 miglia di Indianapolis.
La poderosa rimonta del brasiliano Helio Castroneve dalla coda ha vivacizzato la manifestazione inseguendo e spesso issandosi in testa il compagno di squadra Brisco,Kanaan e Dixon e questo ha risollevato il triste “mood” del capitano Penske, ovviamente deluso per il mancato trionfo del capoclassifica Ryan Brisco.
Va detto che Helio perdeva molte posizioni allorche' nella foga tamponava Meira perdendo l'alettone frontale. Il suo recupero ‘e stato meritevole di menzione.
Finalmente una ottima performance del baronetto di casa Andretti, che dopo aver navigato nelle retrovie, ha inscenato una ardita sorprendente ripresa.
Il monegasco Robert Doornbos è stato un po' troppo furioso in uscita dal pit, dove faceva volare una gomma del compagno Rahal e retrocesso in coda da dove ne usciva senza peraltro avere la forza di farsi largo in zona avanzata...
Si e' rivisto la simpatica Sarah Fisher la quale ha risalito qualche posizione concludendo tredicesima e meritando cosi' l'ingresso nella griglia di Indianapolis.
L'inglese Justin Wilson nel Kansas non ha avuto fortuna.
La sua vettura non ha risposto come a Long Beach e si e' dovuto accontentare del 14° posto sperando che alla grande prova si presentera' con un bolide ben preparato da patron Dale Coyne.

Lino Manocchia 27/04/2009 12.02