Mondiali 2010, l’Italia di Lippi è senza Cassano

Alessandro Biancardi

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COVERCIANO. Viva l'Italia, l'Italia che non ha paura. Nel primo giorno di raduno a Coverciano in vista del doppio impegno di qualificazione mondiale contro Montenegro e Irlanda, il ct azzurro Marcello Lippi difende il calcio made in Italy.
L'uscita di scena di Inter, Juventus e Roma dal palcoscenico della Champions League non ha tolto convinzioni al tecnico viareggino.
«Sono successe diverse cose dall'ultima volta che ci siamo ritrovati qui a Coverciano - dice Lippi nel corso della prima conferenza stampa del raduno -, compreso questo tentativo di ridimensionamento del calcio italiano nei confronti del calcio inglese. Ho ricordato ai ragazzi che l'espressione vera del calcio di un Paese non sono le squadre di club ma la Nazionale. Non ho visto questo strapotere del calcio inglese, che di inglese non ha ne' i proprietari, ne' gli allenatori, ne' buona parte dei giocatori. E rimango dell'idea che se le nostre squadre fossero arrivate agli ottavi di Champions League al 100% della condizione fisiologica e psicologica, avrebbero tutte passato il turno. La Juve ha giocato la sua partita sia all'andata che al ritorno, la Roma al 50% delle proprie possibilita' ha perso solo ai rigori e l'Inter a Manchester ha preso pali e traverse...».
Viva l'Italia, dunque. E viva la sua Nazionale campione del Mondo, vera panacea per i mali oscuri dei nostri club.
Una Nazionale che nei prossimi impegni di qualificazione per Sudafrica 2010 (sabato prossimo a Podgorica contro il Montenegro, il mercoledi' successivo a Bari contro l'Irlanda) provera' a raccogliere due vittorie preziose in prospettiva mondiale.
«Abbiamo 10 punti grazie a tre vittorie e un pareggio - continua Lippi - ma c'e' un'altra squadra che ha fatto le nostre stesse cose. Dico bravi a loro, saranno il nostro principale antagonista, ce la giocheremo con questo avversario».
Ovvero la temibile Irlanda di Giovanni Trapattoni, personaggio che conosce fin troppo bene il calcio italiano.
«Anche se oggi non si vince per le conoscenze acquisite sull'avversario - avverte il ct -. Il Trap un traditore? Non ha tradito nessuno, anzi il fatto che i nostri allenatori siano chiamati ad allenare nazionali straniere deve rappresentare un motivo d'orgoglio per il nostro movimento».
Reduce da quella che Marcello Lippi definisce la «sfida virtuale» contro il Brasile («pensavo di pagare meno dazio in quella occasione» ricorda il ct), la Nazionale azzurra sta vivendo una sua primavera molto particolare, bagnata da quell'onda lunga di infortuni che hanno falcidiato le squadre italiane.
«Gli infortuni sono solo una casualita' - analizza Lippi - Certo e' che questa Nazionale e' in una fase di rinascita, con un processo di nuovi inserimenti accelerato da defezioni che hanno penalizzato i club e che ora penalizzano anche noi. Ho invitato i 'vecchi' a dare una mano, a spiegare ai nuovi cosa significhi arrivare a stare in Nazionale - continua Lippi -. Lavoreremo molto in questi giorni, provando diverse soluzioni. Dovremo sfruttare i giocatori per le loro caratteristiche. I vari Iaquinta, Quagliarella, Pazzini, Rossi e Di Natale sono in condizione. Tutti quanti devono avere la convinzione che cio' che e' importante e' essere qui, e non giocare il primo tempo o la prima partita».
Ad ogni modo, le assenze non sono di entita' marginale. Mancheranno Camoranesi, Gattuso, Perrotta, Toni e Gilardino («se stessero bene, sarebbero tra noi» puntualizza il tecnico), e manca il tanto discusso Antonio Cassano. Sull'argomento Lippi non offre spiegazioni.
«Vi do' un consiglio - dice rivolto ai giornalisti - continuate a esprimere le vostre opinioni. Io parlo dei presenti e non degli assenti. Non voglio apparire arrogante e presuntuoso, ma ho le mie convinzioni e me le porto avanti».
E alla domanda su come reagira' mercoledi' il pubblico di Bari all'assenza del suo 'gioiellino' nel match contro l'Irlanda, il tecnico allarga le braccia.
«Il pubblico di Bari fara' quello che riterra' piu' opportuno. Mi auguro che tifi per la Nazionale. Sarebbe squallido da parte mia pensare di dover convocare un giocatore perche' la Nazionale gioca nella sua citta'».
Una chiusura definitiva di Lippi a Cassano in nazionale?
Sembrerebbe di si', e non certo per motivi tecnici. Lo lascia capire quando tesse gli elogi di Giampaolo Pazzini, tra i volti nuovi in maglia azzurra insieme a Bocchetti e Motta. «Mancato Gilardino il mio primo pensiero e' stato per Pazzini. Sta facendo bene con la sua squadra, anche grazie alle qualita' di Cassano che gli e' vicino...».

25/03/2009 8.53