Pescara penalizzato di tre punti dalla Commissione Disciplinare

Alessandro Biancardi

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PESCARA. La Commissione Disciplinare ieri in tarda serata ha inflitto tre punti di penalizzazione al Pescara da scontare nel campionato in corso. Il club adriatico è stato accusato in primo grado di giudizio di responsabilità oggettiva per la violazione dell'articolo 30 comma 4 dello statuto federale da parte di Daniele Fortunato. All'epoca dei fatti, più di un anno e mezzo fa, il calciatore era sotto contratto con la Ternana e nel settembre del 2007 firmò un contratto con il Pescara. Nell'ottobre dello stesso anno la Ternana fu portata in giudizio da Fortunato ed il legale del club umbro informava di tale fatto la Federazione.
Il Pescara per responsabilità oggettiva ha ricevuto anche una pena pecuniaria di diecimila euro. Il calciatore, fuori rosa da settembre, è stato squalificato per sei mesi e multato di cinquemila euro.
La decisione della Commissione Disciplinare è giunta del tutto inaspettata considerata, a memoria, l'assenza di precedenti del genere.
La società, palesemente sorpresa dalla decisione della Commissione Disciplinare, ha già fatto ricorso alla Corte di Giustizia sportiva e la difesa verrà curata in tandem dagli avvocati Donato Di Campli e Eduardo Chiacchio.
La difesa, con ogni probabilità, insisterà sul fatto che il club all'epoca dei fatti non era a conoscenza della situazione del calciatore e che la penalizzazione sia da da applicare eventualmente soltanto per responsabilità soggettiva.
C'è da dire, però, che sono buone le probabilità che il ricorso del club biancazzurro venga accolto. Fatto sta che questa penalizzazione, incomprensibile per portata e soprattutto tempi risalendo il fatto ad oltre un anno e mezzo fa, giunge nel giorno forse più significativo della storia recente biancazzurra. Solo ieri mattina, infatti, il presidente della Federazione Giancarlo Abete aveva firmato e concesso l'atto che cedeva il titolo sportivo del club nelle mani della Delfino Pescara 1936.
Una penalizzazione assurda che, per l'ennesima volta, è il sentore di un calcio oramai sempre più alla deriva e deciso da Tribunali.
Per effetto di questa penalizzazione il Pescara scende in classifica al quartultimo posto e se il campionato finisse oggi sarebbe costretto a disputare i play-out con lo Juve Stabia.
Domani infine alle 11.00 in comune cerimonia ufficiale della consegna del titolo sportivo nelle mani di De Cecco, Caldora e soci. A seguire al porto turistico di Pescara festa organizzata dai Pescara Rangers.

L'ARTICOLO 30 COMMA III E IV DELLO STATUTO FIGC

3. Le controversie tra i soggetti di cui al comma 1 o tra gli stessi e la FIGC, per le quali non siano previsti o siano esauriti i gradi interni di giustizia federale, sono devolute, su istanza della parte interessata, unicamente alla cognizione arbitrale della Camera di conciliazione e arbitrato per lo sport presso il CONI, secondo quanto disposto dai relativi regolamenti e dalle norme federali, e sono risolte in via definitiva da un lodo arbitrale pronunciato secondo diritto da un organo arbitrale nominato ai sensi dei regolamenti della Camera. Il tentativo di conciliazione prescritto dall'art. 12 dello Statuto del CONI viene espletato unicamente nell'ambito del procedimento arbitrale non oltre la prima udienza di trattazione da parte dell'organo arbitrale nominato ai sensi dei regolamenti della Camera. Non sono soggette ad arbitrato le controversie decise con lodo arbitrale in applicazione delle clausole compromissorie previste dagli accordi collettivi o di categoria o da regolamenti federali, le controversie decise in primo grado dalla Commissione vertenze economiche, le controversie decise in via definitiva dagli Organi della giustizia sportiva federale relative ad omologazioni di risultati sportivi o che abbiano dato luogo a sanzioni soltanto pecuniarie di
importo inferiore a 50.000 Euro, ovvero a sanzioni comportanti: a) la squalifica o inibizione di tesserati, anche se in aggiunta a sanzioni pecuniarie, inferiore a 20 giornate di gara o 120 giorni; b) la perdita della gara; c) l'obbligo di disputare una o più gare a porte chiuse; d) la squalifica del campo.
4. Fatto salvo il diritto ad agire innanzi ai competenti organi giurisdizionali dello Stato per la nullità dei lodi arbitrali di cui al comma precedente, il Consiglio Federale, per gravi ragioni di opportunità, può autorizzare il ricorso alla giurisdizione statale in deroga al vincolo di giustizia. Ogni comportamento contrastante con gli obblighi di cui al presente articolo, ovvero comunque volto a eludere il vincolo di giustizia comporta l'irrogazione delle sanzioni disciplinari stabilite dalle norme federali.

Andrea Sacchini 13/03/2009 10.45