Pescara calcio. Parte oggi l'iter fallimentare

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2462



PESCARA. Giornata interlocutoria quella di ieri per quanto riguarda le vicende societarie inerenti la Pescara calcio. L'appuntamento in mattinata al Tribunale di Pescara, come forse era facile prevedere, non ha visto la partecipazione di rappresentanti della Cit World Travel. Società proprietaria del 100% del pacchetto azionario. Segno tangibile, qualora ce ne fosse ancora bisogno, delle reali intenzioni della presunta proprietà.
Svelato ormai il disegno “segreto” della Eurocat, o della Cit World Travel, o di Rizzuto, o di Soglia o di chicchessia, ossia cercare il più possibile proroghe per raschiare quanto di poco rimasto del fondo del barile, spetterà al giudice Filocamo in particolare l'ultima decisione sul futuro della Pescara calcio.
Ieri dovevano essere discusse le prime quattro istanze di fallimento. Un albergo, due ristoranti e una società di mediazione calciatori operante nel nord Italia. Cifra complessiva di poco superiore ai 100mila euro. Naturalmente tutti e quattro i creditori sono andati via insoddisfatti.
Nuovo appuntamento al Tribunale di Pescara questa mattina. Quasi certamente il collegio giudicante prenderà una decisione sul futuro della Pescara calcio, con l'oramai certa partenza dell'iter fallimentare.
Da parte sua il giudice Filocamo ha in mano tutti i documenti per prendere la decisione più idonea. Documenti che attestano il mancato pagamento degli stipendi a calciatori, tecnici, dipendenti della sede e del settore giovanile. Dichiarazione da parte del presidente del collegio sindacale della Pescara calcio Paolone dell'ammontare debitorio del club. Debiti che supererebbero di molto i tre milioni di euro. Per la precisione tre milioni e 200mila euro riconducibili a debiti patrimoniali, circa 100mila euro di altri creditori e soprattutto quasi due milioni di euro inerenti il mancato pagamento dell'Iva 2006. Ammontare che ha causato negli scorsi giorni l'atto di pignoramento da parte dell'Equitalia nei confronti della mobilia della sede sociale di via Pertini. In aggiunta l'allegato riguardante la messa in mora della società da parte di tredici calciatori della rosa biancazzurra. Giocatori che, qualora non venissero loro garantite le spettanze fino a giugno, sarebbero liberi di accasarsi ovunque a costo zero già a partire dall'imminente mercato di gennaio.
Spetterà inoltre al Tribunale nominare immediatamente un curatore fallimentare. Figura che porterà avanti l'ordinaria e la straordinaria amministrazione del club. Il tutto cercando, laddove sia ovviamente possibile, di accontentare anche in minima parte i creditori della società.
Tutto dunque, al momento, è in mano al Tribunale ed al collegio giudicante.
Una volta che come sembra partirà l'iter fallimentare l'opportunità del concordato sportivo per il Pescara passerà nelle mani, tra le possibili, di Giuseppe De Cecco. Le intenzioni della piazza sono ormai chiare da mesi. Il club deve tornare nelle mani di imprenditori pescaresi. Giuseppe De Cecco dal canto suo, a titolo personale senza alcun coinvolgimento della famiglia, a più riprese ha fatto intendere non troppo velatamente di essere pronto ad aiutare la Pescara calcio. Non da solo ma con l'ausilio di altre figure imprenditoriali del territorio. Senza operare alcun tipo di pressione mediatica è indubbiamente il momento giusto, qualora ovviamente tutto dovesse andare per il verso giusto, di aiutare concretamente la Pescara calcio. La tempistica giunti a questo punto, con sei mesi prima della fine del campionato, è ottima al fine di mantenere categoria e titolo sportivo.

Andrea Sacchini 19/12/2008