Motori. Mario Andretti:«Che il 2009 ci trovi forti per superare la crisi»

Alessandro Biancardi

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NAZARETH. La cittadina della Pensilvania presenta avanzi di neve che ha coperto gli stati dell'est. Nel garage del piu' grande pilota di tutti i tempi, spiccano Ferrari, Lamborghini, Corvette e due moto, che scattano di tanto in tanto al contatto di un “Piedone” famoso quanto la torre di Pisa.
Buon giorno, signor sindaco!
E Mario Gabriele Andretti ci accoglie come tante altre volte, nella sua magnifica villa lungo la Rose Inn avenue. Il pilota che ha stravinto un nome che in America è rimasto negli annali. Oggi un nuovo Andretti prova a farsi strada nel mondo dei motori.
Già, Mario è il “sindaco” oltre ad essere Commendatore della Repubblica, al pari del compianto Drake Ferrari.
Con le sue scuole guida di Las Vegas e Charlotte (in Carolina), con la sua vigna in California, e tanta altra “merce”, Andretti ha il tempo contato, ma fa eccezione per noi per inviare gli auguri di Buon Natale ai pilotii, meccanici ingengeri, patron, sponsors , dirigenti e tifosi di mezzo mondo motorizzato.
«Piu' che mai», dice Mario, «con la situazione finanziaria attuale, c'e' bisogno di veri, forti auguri di salute, prosperita',ed un futuro piu' avvincente per le quattro ruote», dal quale a 68 anni non riesce a distaccarsi.
«Occorrera' essere forti, tirare avanti con coraggio e decisione se un giorno vorremo ancora trionfare… Il 2008 ha offerto diversi episodi in varie categorie -prosegue Mario- la Irl ha messo il piede piu' volte fuori dell'ovale e nel 2009 la vedremo ancor piu' impegnata con gli stradali».
«Si spera di osservare nuovi volti, anche europei. Il resto e' nelle mani del destino».



Indubbiamente lil discorso verte sulla famiglia, ed il nome Marco, anche lui pilota, scivola nella conversazione…
«Il ragazzo quest'anno ha effettuato una serie di errori dovuti alla pessima direzione di un paio di ingegneri a corto di strategie ed incapaci. Insomma e' stata una scelta sbagliata di personale. Ovviamente e' stata colpa anche di Michael che dirige i team Irl, ma scoperto l'errore, siam corsi ai ripari, e nel 2009 sicuramente, la situazione sara' piu' fluida, decisiva ed io faccio gli auguri»
Non pensi, Mario, che per un pilota l'ovale sia un handicap, se tenta di passare alla F1?
«Marco pochi mesi fa in Spagna ha provato la F1 con la Honda destando ottima sorpresa. Ha partecipato tra l'altro al GpA1 piazzandosi terzo in Malesia e quest'anno aprira' la serie nella Nuova Zelandia il 25 gennaio».
Il giovane Andretti lavora seriamente, e' un professionista dedito, serio tra i migliori del momento, e se avra' l'opportunita' sicuramente il nome Andretti emergerà ancora.
«Personalmente sono del parere che mio nipote sapra guidare nella migliore manira».
Della Formula Uno edizione 2008 che puoi dire?
«E' stata una “edizione” bella, combattuta sino all'ultimo giro, specie per i tifosi, non sono mancati i colpi di scena come gli errori di Massa, che in un campionato di massimo grado sono naturali. Peccato che sia mancato l'apporto tecnico di Mika Raikkonen, un pilota indecifrabile, misterioso».
E di Hamilton cosa ne pensi?
«Bravissimo, alla guida di un mezzo fantastico. Perdere il campionato per un punto è un peccato. La F1 ha bisogno di nuove linfe, tipo Hamilton. Speriamo che le beghe interne scompaiano per far posto al vero sport auomobilistico».
Si annuncia l'arrivo del Cowhorth...
«Sarebbe bello vedere un'altra Casa costruttrice impegnata con i nuovi regolamenti ed un altro motore, capace di sostituire l'assenza della Honda ritiratasi dopo aver speso tanti milioni».
Mario quali sono stati i “momenti piu' forti” della tua carriera?
«Indubbiamente i 12 Gp di Formula uno dove ho vinto il titolo mondiale con la Lotus 79. Ho disputato 128 Gp ottenendo 19 podi e 18 pole positions. Certamente non dimentico la conquista del trofeo di Indianapolis per la 500 miglia con una vettura dell'italo americano Andy Ganatelli».



Coraggioso, generoso, serio professionista, idolo d'America, al suo nome sono legate alcune delle piu' belle vittorie Ferrari, grazie alla sua grande voglia di vincere, una voglia straripante, assoluta, cocciuta, senza ripensamento di comodo o di calcolo, di arrivare al vertice.
Mario Andretti, detto “Piedone” e' sempre stato cosi': il pilota del secolo e' il piu' grande tra i grandi
Buon Natale campione!

Lino Manocchia 19/12/2008 7.56