De Cecco: «non esiste alcuna cordata per rilevare il Pescara calcio»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Si è tenuto ieri al Poggio Degli Ulivi di Città Sant'Angelo l'incontro tra Giuseppe De Cecco e la stampa. Il patron dell'Angolana ha voluto puntualizzare le azioni intraprese nelle ultime settimane.
«Sono stato contattato dal sindaco Luciano D'Alfonso», ha detto ai giornalisti, «mi è stata chiesta la disponibilità per aiutare il Pescara contattando altri imprenditori del territorio. L'opera, inutile sottolinearlo, è estremamente difficile. C'è troppa pressione per molti non abituati ai riflettori di stampa e televisioni. Altri invece senza far nomi mancano di motivazioni e non conoscono neanche il gioco del calcio».
Sull'incontro di due settimane fa all'Hotel Villa Santa Maria Peppe De Cecco chiarisce: «è stato soltanto un incontro per conoscerci tutti quanti. Molti di noi, infatti, non si erano mai visti. Sono intervenuti molti esperti di calcio che ci hanno un po' spiegato cosa potrebbe essere fatto per risollevare l'attuale situazione del Pescara. L'incontro è stato un successo. Tutti gli invitati hanno partecipato. Volevo un po' sondare le loro intenzioni. Al momento, però, non esiste nessuna cordata di imprenditori pescaresi pronta a rilevare il Pescara. Né per la ricapitalizzazione che non ci compete né per quanto riguarda il possibile post fallimento».
«Siamo persone serie che non possono essere definite sciacalli. Se la nostra opera servirà a far ricapitalizzare l'attuale proprietà noi potremmo ritenerci soddisfatti».
«L'intenzione personale» – prosegue il patron dell'Angolana – «è quella di aiutare il Pescara. Già in queste settimane ho convinto alberghi, ristoranti e lavanderia a non abbandonare proprio ora i ragazzi ed i tecnici di prima squadra e giovanili. Poi, come ho già detto altre volte, i campi del Poggio Degli Ulivi saranno sempre a disposizione della Pescara calcio. Prima di tutto sono un tifoso e tengo ai colori biancazzurri».
«Esporsi però in prima persona da solo nel calcio di oggi lo ritengo impossibile» – continua Giuseppe De Cecco – «da solo io non riuscirei ad andare avanti. Avrei bisogno di altri compagni. È chiaro però che la mia intenzione, lo ripeto, è quella di aiutare il Pescara evitando in ogni caso il fallimento completo. Qualora rimanessi da solo sono pronto, in caso ovviamente di mancata ricapitalizzazione da parte dell'attuale proprietà, di presentarmi all'asta fallimentare con l'associazione Pescara Siamo Noi. Ora naturalmente tutto è superfluo. Bisogna attendere il 16 dicembre per vedere se l'aumento di capitale sociale verrà versato nelle casse del club. Il Pescara ad ogni modo non scomparirà. Se c'è anche solo una possibilità di salvare la storia del delfino noi non ci tireremo indietro».
Riguardo il fallimento, De Cecco precisa: «non si tratta di un vero e proprio fallimento ma di un concordato sportivo. Così definito dall'articolo 52 del regolamento federali. Chiunque dopo l'inizio dell'iter fallimentare potrà rilevare il titolo sportivo del club con annessa categoria. Bisognerà saldare i debiti sportivi con la federazione pagando gli arretrati a tecnici, calciatori, dipendenti della sede, del settore giovanile etc. Non si tratta di un fallimento. Tutta la storia del club resta invariata, resta l'identico numero di matricola, i trofei e rimangono in essere tutti i contratti di calciatori e tecnici. Anche del settore giovanile. Il tutto ovviamente è percorribile solo a campionato in corso. Tutta la storia in caso di mancata ricapitalizzazione, senza bastoni tra le ruote, potrebbe concludersi per la primavera».
La sensazione ad ogni modo è quella che Giuseppe De Cecco, in prima persona senza coinvolgimento ovviamente della famiglia De Cecco, voglia realmente dare una mano alla Pescara calcio. Intenzione surrogata dai fatti nell'ultimo mese con il suo intervento personale per sbloccare le situazioni riguardanti alberghi, ristoranti, campi e lavanderia per la prima squadra.
È giusto comunque ricordare che i dipendenti della sede e i collaboratori del settore giovanile, tanto quanto giocatori e tecnici della prima squadra, sono senza stipendi da sei, sette mesi. Mensilità che certo non raggiungono cifre da capogiro. Fino ad ora si è sempre parlato quasi esclusivamente degli stipendi dei giocatori e poco di coloro che lavorano nell'ombra.

PESCARA PENALIZZATO DI UN PUNTO

Il Pescara intanto è stato penalizzato di un punto in classifica da scontare nel campionato in corso. È stato infatti accolto il ricorso della procura federale che riteneva non corretta la fidejussione del gruppo Soglia a garanzia dell'iscrizione all'attuale campionato di prima divisione.
Con questa penalizzazione il Pescara scende a 22 punti. Settimo posto in solitario.
Intanto ieri amichevole allo stadio Mastrangelo di Montesilvano tra Pescara e Montesilvano Juniores. Hanno svolto lavoro differenziato Verratti e Giuliano. Non ha partecipato Zeytulaev per un leggero risentimento muscolare. Fermi anche i febbricitanti Prisco e Testardi. Mentre è pienamente recuperato Pomante, Siniscalchi è stato sottoposto ad accertamento ecografico che ha evidenziato una distrazione al flessore.

Andrea Sacchini 12/12/2008