Surfer Paradise. La Irl rende omaggio a Paul Newman

Alessandro Biancardi

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NEW YORK. Il campionato IRL per monoscocche domenica salutera',
con l'ultima tappa, il vincitore che, appunto, emergera' dopo due ore e mezza di gara.
Come ogni anno, Surfer Paradise, o meglio “paradiso dei surfisti”, adagiata sulla costa d'oro dell'Australia, ha l'onore di consegnare l'alloro al vincitore che, da 17 anni, sale sul podio di questa meravigliosa citta' lambita dall'Oceano Pacifico.
Furono John Andretti, nipote di Mario, nel 1991 a vincere la prima tappa, quindi Emerson Fittipaldi ('92) e Michael Andretti, figlio di Mario ('94) a scrivere il loro nome nell'albo d'oro di Surfer Paradise. E non si possono dimenticare piloti come Nigel Mansell, Max Papis, Paul Tracy ed altri che diedero onore alla Champ car.
Quest'anno il cerimoniale offrira' un commovente omaggio alla memoria di un grande attore, pilota coraggioso ed entusiasta “patron” di team: Paul Leonard Newman deceduto, in seguito a cancro, un mese fa.
Al tributo parteciperanno oltre ad una immensa onda umana, anche i dirigenti la serie, gli organizzatori ed i piloti che sempre amarono, rispettarono, seguirono l'Uomo che da giovane vinse le battaglie burocratiche di Hollywood diventando un mostro sacro del mondo della celluloide, per poi confermarsi anche pilota coraggioso e famoso.
Paul Newman amava le corse, l'odore acre del metanolo, il graffio delle gomme,il rimbombo sibilante del turbo, l'ansia e la passione dei fans che hanno sempre applaudito il “patron” dei due team omonimi ”Newman/Haas/Lanigan.”
Ai discorsi seguira' un “Video memorial” della carriera di Paul che inizio' a correre nel 1972,per fondare,undici anni dopo il primo team Champ car, con Carl Haas.
Forse per il 2009, le due squadre subiranno cambiamenti di piloti.
L'inglese Justin Wilson-che ancora e' riconfermato- potrebbe essere
sostituito dall' ex pilota e quattro volte vincitore,Sebastian Bourdais (del team di Paul) che l'anno scorso decise di passare nella Formula uno. Malgrado gli sforzi e la grande volonta' il francese non ha offerto una performance valida per il team Toro Rosso, mentre per la connazionale Renault, Sebastian, a 29 anni, sarebbe “troppo anziano”. Un antipatico ritornello, questo, che la formula iridata usa copiosamente.
Graham Rahal, driver del tem Newman ricordando il “patron” si e'
espresso cosi:«La perdita del Capo Newman e' stato un colpo troppo
duro per la squadra che ha creato molte differenti impressioni tra i
suoi dipendenti.Sarebbe tanto differente oggi avere Paul con noi, ma la cosa piu' appropriata e' vincere la corsa per lui».
Rahal ricorda che una delle ultime corse che Paul ebbe modo di visionare fu il G.P. di Detroit che il suo “poulain” Justin Wilson vinse.
Fu una cosa fantastica. «Il tema rispettava Paul piu' come un amico che un padrone della squadra. Non lo dimenticheremo mai…»
Come gli sportivi non oblieranno il filmato che riprende Paul sulla pista di Lime Rock (la sua pista) sulla Ferrari 80 vincitrice di una infinita serie di gare e con la quale, guidato da un collega, compi' l'ultimo giro,ammirando, lo scorso agosto, lo splendido panorama che fa da cornice al tracciato. Tanti amici e colleghi verseranno una lacrima ricordando la scomparsa del grande uomo.

Lino Manocchia 24/10/2008 9.14