Motori. Danica Patrick pensa al 2009 sognando la Ferrari

Alessandro Biancardi

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DETROIT. La pilota del team di Michael Andretti, si rivela, a ruota libera, in questa intervista a PrimaDaNoi.it
E' carina, graziosa, sbrigliata. Ha 26 anni ed un sorriso sconcertante che passa dal serio al faceto. La sua grazia risiede nel sorriso del quale e' un po' avara. I rotocalchi americani, la tv e svariati concorsi di diversa categoria la vedono tra le cento piu' “sexy girl” capace di dire no a Playboy di Heffner ed un suo succoso assegno.
Danica Sue Patrick e' superstiziosa «come milioni di anime al mondo», ama la musica rock e quella classica, non appartiene ne' al Partito Democratico ne' tampoco a quello Repubblicano, e non vorrebbe concludere la sua carriera in veste di vicepresidente.
Nata a Belloit nello stato del Wisconsin, cresciuta a Roscoe (Illinois) e' sposata e vive a Phoenix (Arizona) dove cova i piani d'attacco del prossimo campionato Irl 2009 «che sara' indubbiamente di gran lunga migliore di quello che scadra' domenica, a Chicago» afferma Danica, che si cinge dell'alloro di «Rookie dell'anno 2005» nella mitica 500 miglia di Indianapolis.
Il 20 aprile 2008, Danica ha strappato la sua prima gara in Indycar, diventando cosi' la prima donna a vincere una corsa in una delle maggiori categorie automobilistiche americane – la 300 miglia di Motegi Giappone- trovando lo spazio nella copertina di “Sport Illustrated”, la Bibbia sportiva americana.
All'eta' di dieci anni comincio' a bazzicare con i goKart vincendo nel 1992 il titolo nazionale. Nel 2002 si assicuro' un posto nel team Rahal -Letterman dove imparo' a perfeziono' il suo stile di guida.
Danica e' una femminista che difende a spada tratta l'appartenenza femminile nel mondo delle quattro ruote.

Danica, credi che gli “uomini” della Irl ti boicottano?
«Non credo, ho molti amici-compagni del taglio di Tony Kanan, il quale oltre che un amico e' anche un “maestro” ricco di esperienza e vita vissuta».

Dunque le donne possono gareggiare liberamente senza uno speciale “passaporto?”
«Fra uomo e donna deve esserci parita' o anche eguaglianza. Non vedo differenza. Siamo tutti esseri umani. Cio' che cambia sono i quozienti ormonici».

Pensi di essere trattata come un altro concorrente?
«Tutto dipende dai meccanici. Se incappi in un team come quello di Michael Andretti, puoi partire sicuro che il successo e' sulla giusta via. Comunque non e' giusto mettere in dubbio “se una donna appartiene o no al mondo delle quattro ruote”. Credo non sia giusto affermare che soltanto gli uomini appartengono all'automobilismo, perche' le donne rappresentano il “sesso debole” e quindi non sono piu' forti»
Quale categoria preferisci gli ovali o gli stradali ?
«Ho trascorso quattro anni in Inghilterra dove non ho fatto altro
che graffiare le piste. Non nascondo che la Formula uno e' rimasta impressa nella mia mente, ma adesso che ho abbracciato gli ovali, e' ancor piu' difficile sfondare nel mondo iridato. La Fata Morgana di noi piloti risiede in Italia, in quella mitica citta' del Cavallino che la si puo' abbracciare soltanto se si fa una cinquina».

Credi nella fortuna?
«La fortuna e' volubile. Una volta e' con te, poco dopo contro. Meglio
non fidarsene».

Ti senti “superdonna”?
«Giudichi lei»

C'e' talento senza successi?
«Io non sono mai entusiasta»

Ti piace il successo?
«A chi non piace?»

A qualunque prezzo?
«Non a prezzo dei miei principi».

Si batte l'avversario piu' con la fortuna o col cervello?
«Piu' col cervello, ma un po' di fortuna ci vuole».

L'automobilismo e' piu' arte o mestiere?
«Mestiere e arte, tecnica e ispirazione».

Danica, va spesso e rapidamente sulla difensiva, il suo istinto e' quello di lottare subito e chiedere dopo il perche'.
Impaziente, irritabile, specialmente per minori “scocciature”, di solito preferisce l'atmosfera competitiva a quella pacifica, possiede un grande senso di 'humor” e mostra l'attitudine del “vivi e lascia vivere”.
«Mi arrabbio quando rallento l'attivita' fisica, e allora ricorro al tennis, rachetball o qualche altra attivita' sportiva. Sono una testa calda», dice Danica, «ma credo di essere una buona sportiva».

Lino Manocchia - SSNphoto.com 05/09/2008 11.34