Teramo Basket: è arrivato mister Capobianco

Alessandro Biancardi

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TERAMO. Andrea Capobianco, coach della Banca Tercas Teramo edizione 2008/09, è stato presentato ufficialmente a stampa e tifosi ieri pomeriggio, presso la sede sociale di Via de Albentiis.
Tanta gente presente per accogliere il neo tecnico biancorosso e per formulargli l'in bocca al lupo di rito.
«Siamo entusiasti di questa scelta, convinta e ponderata, realizzata su una persona seria e competente», ha esordito il presidente del sodalizio aprutino, Avv. Carlo Antonetti, «che ha dimostrato negli anni il suo valore. Sono molti i motivi che ci hanno indotto a stringere questa collaborazione. Capobianco è un tecnico preparato, arrivato nella massima serie, dove peraltro ha già allenato ad Avellino, con grande sacrificio e merito. Ritengo che l'allenatore sia una figura fondamentale all'interno di un team, per raggiungere risultati importanti».
«Un aspetto che mi ha subito colpito e per il quale siamo in perfetta sintonia», ha aggiunto il presidente, «è il modo con cui interpreta la pallacanestro: per migliorare e crescere è necessario avere persone che condividano il nostro progetto. Conservare la Serie A e sperare di migliorare è un obiettivo rilevante, che dobbiamo percorrere insieme. Con il neo coach vogliamo intraprendere un progetto di lungo corso, per creare e seminare qualcosa di importante, e il contratto biennale, da questo punto di vista, rappresenta la migliore garanzia».
«Non è mia intenzione caricare il coach di grandi pressioni», ha concluso Antonetti, «dovrà praticare la sua filosofia di gioco, integrandosi con il territorio e la città».
«Arrivare a Teramo mi riempie d'orgoglio», sono state le prime parole del coach biancorosso Andrea Capobianco, «sono entusiasta di essere qui e l'entusiasmo è la base di partenza per una stagione positiva. Condivido idee e progetti della società e non ha avuto remore nella scelta. L'obiettivo è di coinvolgere tutti, dal bambino del minibasket sino al resto dello staff: maggiore sarà l'unità tra giocatori, staff, tifosi e società, migliori saranno i risultati. Vedrete brillare sempre la squadra nel complesso, mai il singolo giocatore, perché la pallacanestro è un gioco collettivo: fondamentale sarà far sentire ogni atleta onorato di vestire questa maglia».
«Non sono abituato a fare promesse», ha detto, «ma butteremo ogni goccia di sudore per vincere una partita in più e rendere felici i nostri tifosi, che so essere molto affezionati. Per quanto concerne lo staff tecnico che mi accompagnerà in quest'avventura stiamo valutando diverse situazioni, così come per Poeta, che ho avuto il piacere di allenare a inizio carriera.
L'obiettivo è avere giocatori collaborativi, disposti al sacrificio, capaci di stare insieme, rispettosi del lavoro di tutti».
Dal punto di vista tattico il coach ha detto di amare i giocatori intelligenti, capaci sia di attaccare il canestro che di giocare sul perimetro, pronti a cambiare pelle in corsa e a difendere duro.
Programmi?
«Dipendono dal contesto e dalla forza delle altre squadre… Paura? Tutte le persone responsabili devono averla. Ma ho una lunga gavetta alle spalle, avendo allenato in tutti i campionati, dal minibasket in poi, Serie B1 esclusa.
Non vedo l'ora di iniziare».

24/06/2008 8.40