Play-out. La Val Di Sangro pareggia 2-2 con la Scafatese e saluta la C2

Alessandro Biancardi

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ATESSA. La Val Di Sangro non va oltre il 2-2 al Montemarcone di Atessa e saluta il calcio professionistico dopo tre stagioni consecutive in serie C2.
Non riescono a vincere gli abruzzesi al cospetto di una Scafatese, vittoriosa all'andata 1-0, apparsa compagine tutt'altro che irresistibile, sicuramente inferiore sulla carta rispetto quella sangrina.
Tanti rimpianti e tanta rabbia per la Val Di Sangro, in vantaggio al termine del primo tempo di addirittura due reti, alla quale per restare in C sarebbe bastato un semplice successo con qualunque risultato.
Il primo gol della contesa al sesto minuto con Sanguinetti, abile di destro a raccogliere e a mandare in rete un pregevole assist di Cacciaglia. Il raddoppio abruzzese al 28esimo con Fiorotto con una grandissima conclusione angolata da fuori area, con la sfera che si è insaccata alle spalle del portiere ospite.
Nella ripresa quando il risultato sembrava indirizzato in favore della Val Di Sangro, la Scafatese ha prima accorciato le distanze e poi ha realizzato il punto del definitivo 2-2.
Al 51esimo cross di Musacco per Perna che dentro l'area di rigore ha battuto imparabilmente Armellini.
Al 63esimo il disastro, con Teta che da quasi 30 metri cerca e azzecca direttamente su calcio di punizione il tiro della vita, che ha sancito la salvezza sul campo dei campani.
Poco prima del 2-2 nella stessa azione Cacciaglia per la Val Di Sangro e De Luca per la Scafatese sono stati espulsi.
Il tecnico D'Agostino ha disegnato la sua Val Di Sangro secondo i canoni del 4-4-2 classico: Armellini, Galuppi, Pazzi, Cresta, Marinelli, Berardini, Epifani, Cacciaglia, Bruno, Fiorotto e Sanguinetti. In corso d'opera hanno fatto il loro ingresso in campo Seppani, Arcuri e Piroli.
Limitatamente alla gara di oggi (ieri per chi legge, ndr), al di là dei giusti meriti da riconoscere alla Scafatese che non ha mollato neppure sotto di due gol, palesi sono state le manchevolezze degli abruzzesi, incapaci di addormentare il match in vantaggio di due reti. Fa parte del gioco del calcio ma non si può buttare alle ortiche una preziosa C2 per due disattenzioni difensive palesi. Nel primo gol scafatese, Perna era libero da marcature mentre sul 2-2, il fallo che ha originato la perla di Teta era ampiamente evitabile.
A conti fatti pesa come un macigno la dubbia direzione arbitrale dell'andata, che ha favorito oltremodo i campani che hanno potuto usufruire di un calcio di rigore letteralmente inventato. Mettendo da parte i demeriti dell'arbitro, è giusto riconoscere gli errori della Val Di Sangro, la quale è retrocessa non soltanto per torti arbitrali.
Risultato e verdetto sicuramente ingiusto anche non tanto per i valori tecnici espressi in campo in quest'ultimo match, ma piuttosto per l'esaltante finale di stagione disputato dall'undici di D'Agostino. Un epilogo amaro senza ombra di dubbio per un gruppo di calciatori e per un tecnico che nel girone di ritorno, grazie ad un ottimo mercato di riparazione, avevano fatto sognare la tifoseria sangrina.
Il rimpianto per la Val Di Sangro è grande ed è alimentato dal fatto di aver disputato un girone di andata disastroso, figlio di una campagna acquisti estiva insufficiente risultati alla mano.
Per la Val Di Sangro si apre ora il discorso futuro. Resta ancora una flebile speranza di ripescaggio, ma la proprietà dovrà prepararsi inevitabilmente al prossimo campionato di serie D. Molti giocatori ovviamente, il genio Cacciaglia in primis, è molto probabile che faranno le valigie in caso di mancato ripescaggio in C2.

Andrea Sacchini 26/05/2008 7.58