Play-out C1/B. Per il Lanciano è dura, ma non è il momento della resa

Alessandro Biancardi

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LANCIANO. Dopo l'inatteso ko di domenica al Biondi con la Juve Stabia nell'andata play-out, al Lanciano nel ritorno servirà un mezzo miracolo per mantenere la categoria. A causa del peggior piazzamento in classifica nei confronti dei campani, infatti, l'undici di Moriero per salvarsi dovrà espugnare il Menti di Stabia con almeno due reti di scarto.
Non c'erano dubbi che le vespe stabiesi fossero il peggior avversario da incontrare nella coda play-out, ma stupisce l'arrendevolezza con la quale il Lanciano è sceso in campo al Biondi. Una squadra molle, tutt'altro che aggressiva, apparsa inspiegabilmente scarica malgrado l'insediamento da pochi giorni della nuova e forte proprietà rappresentata dalla famiglia Maio. I giocatori frentani, dopo essere stati lasciati soli per lunghi mesi da una società inesistente, pare che abbiano mollato proprio nel momento decisivo della stagione.
Non tutto però è ancora finito. La storia del calcio è ricca di imprese grandiose. Quella di Castellammare, da questo punto di vista, potrebbe rientrare tra queste a patto che l'undici di Moriero ritrovi la brillantezza e la spensieratezza dei primi mesi di campionato, nei quali il Lanciano era stato considerato da molti la migliore sorpresa del torneo.
I rossoneri, motivo in più per crederci fino alla fine, potrebbero trasformare in proprio vantaggio il fatto che la Juve Stabia, dopo l'uno a zero dell'andata, possa sentirsi appagata. Dei campani, infatti, a preoccupare è soprattutto l'ambiente caldissimo dello stadio Menti e non certo la rosa, qualitativamente sulla carta inferiore a quella frentana.
Per domenica, intanto, il giudice sportivo ha squalificato per due turni il centrocampista del Lanciano Vicedomini, espulso per qualche parola di troppo nei confronti dell'arbitro.
La tifoseria organizzata lancianese, nel frattempo, crede ancora nella salvezza ed invita quanti più sostenitori possibili a recarsi a Castellammare di Stabia. In settimana saranno allestiti diversi autobus con l'intenzione di non lasciare sola la squadra nel momento più delicato della stagione.
In caso di malaugurata retrocessione in C2, ad ogni modo, la famiglia Maio ha già assicurato che il progetto tecnico importante proseguirà. Non potrebbe essere altrimenti dato l'entusiasmo per la nuova proprietà registratosi al Biondi. Le intenzioni della famiglia Maio, in una stagione maledetta praticamente sotto tutti i punti di vista, aiutano comunque a guardare al futuro con maggiore ottimismo, nella certezza che sia impossibile fare peggio della vecchia disastrosa gestione, sicuramente la peggiore di tutta la storia lancianese.

Andrea Sacchini 21/05/2008