MOTORI. Pronta la 500 miglia di Indianapolis

Alessandro Biancardi

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INDIANAPOLIS. Il dado e' tratto. Con un parto doloroso, generato da un meteo incostante e volubile, la griglia di partenza della 92ma edizione di Indy 500 e' pronta.
Il ventisettenne Scott Ronald Dixon, nato a Brisbane (Australia), con una performance fluida e regolare ha fissato la media di 226.366 miglia (358 Km/h) battendo il compagno inglese Dan Wheldon, del team Chip Ganassi, vincitore della passata edizione.
All'esterno della prima fila si trova l'australiano Ryan Briscoe del team Penske.
E' stato un mese di passione per i piloti, team e sopratutto per il patron dello speedway Tony George il quale, si calcola, avra'perso un milione di dollari, sempre a causa delle maleaugurate piogge e vento che non hanno permesso lo svolgimento regolare delle qualifiche.
Ovviamente c'e' stata carenza di spettatori, curiosi di osservare in azione i neo arrivati dalla Champ car, unitasi per formare una unica serie: la Indy car ma, si spera, saranno numerosi il 25 prossimo, quando i 33 “gladiatori del Colosseo d'acciaio” si contenderanno 14 milioni di dollari, messi in palio dagli sponsor, ditte , televisione e speedway.
Il vincitore di questa “corsa delle corse”, ricevera' una eterna ricca pensione”, per dirla con Emerson Fittipaldi?
Saranno di scena intelligenza, coraggio, pazienza, preparazione e grande fortuna. Conoscendo il curriculum di Chip Ganassi, potremmo dire che se il mezzo non incappera' in qualche imprevedibile contrattempo, il colore dell'italo americano potrebbe tornare ancora una volta sul podio con uno dei suoi poulain.
Tuttavia, l'imprevedibile, faticosa corsa dell'Indiana e' uno spettacolo annuale da seguire.
Un abituale sentenza dice: “Indy senza incidenti non e' Indy” e di questi, lo spietato speedway non e' avaro.
Anche quest'anno diversi, troppi, sono stati gli incidenti verificatisi durante il mese di passione.
Tra i piu' “clamorosi” c'è quello di Briscoe, un “abitue'” dei muretti, insieme a Phil Gieber, tutt'ora in ospedale con un paio di vertebre e polmoni contusi, EJ Viso e Mario Dominguez.
Il messicano riparava la vettura ma mentre tentava, all'ultimo giro prima della chiusura delle prove, finiva di nuovo a muro, carambolava e accendendo qualche fiammata.
Migliore sorte non e' toccata all'italiano di Como, Max Papis, veterano delle quattro ruote, con un palmares d'argento e tanta voglia di correre. Papis e' tornato a Indy, con un team non di alte qualita' tecniche e non aduso ad Indy.

Il vento forte, che continua a soffiare su Indy, faceva svirgolare la macchina che finiva (nella foto) contro il muro incendiandosi.
Al momento dell'impatto il sensore del casco registrava la forza di 70 G.
Max, per la verita' se l'e' cavata bene ma non meritava tanto.
La vettura e' stata riparata, ma malgrado due tentativi di qualifica, il comasco non riusciva ad inserirsi nella griglia.
Erano presenti anche la mamma, dall'Italia, appassionata di corse, e la moglie di Max, figlia del campione del mondo di F.1 Emerson Fittipaldi.
Osservando i nomi dei concorrenti va detto che ad eccezione della meta' dei qualificati il resto appare come merce di secondo grado.
Senza contare le tre fanciulle (Danica Patrick, Sarah Fisher e Milka Duno) che rischiano molto con poca speranza, gli altri sono “rookie” (11) dai quali c'e' poco da sperare.
Regna molta attesa per vedere in azione i fuoriusciti della Champ car: Oriol Servia, Bruno Junquera, EJ Viso, Mario Dominguez Will Power, Justin Wilson e Graham Rahal ambedue del prestigioso team Newman/Haas.
Il diciannovenne atipico Rahal (qualificatosi 13°) aveva sempre confessato che il suo traguardo era la F.1.
Chi vincera'?
Soltanto chi usera' cervello, calcolo, pazienza, non sfascera' la macchina subito, al via, e sopratutto non si esibira' in uno dei classici “crash”. Forse e' piu' facile vincere una mega lotteria.

Lino Manocchia 19/05/2008 16.08