Il fallimento del Lanciano calcio: l’ultimo di una lunga serie

Alessandro Biancardi

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LANCIANO. Lanciano negli ultimi anni è solo l'ultimo dei tanti club abruzzesi falliti per cattive amministrazioni dei rispettivi proprietari. L'Abruzzo, una volta terra felice del calcio, ha vissuto calcisticamente parlando i dieci anni più tristi e difficili di sempre.
La Vastese, squadra di Vasto, è fallita nel 1995 a causa della cattiva presidenza di Armando Scopelliti. Ad oggi la nuova società nata dalle ceneri della Vastese, la Pro Vasto, milita nel campionato nazionale di serie D.
È fallito anche il Chieti di Buccilli nella stagione 2006. Dopo la retrocessione dalla serie C1, la mancata iscrizione l'anno successivo alla serie C2. Ora L' A.S.D. Chieti milita in Eccellenza con il progetto, fino ad ora ben realizzato dai neo patron Alfiero Marcotullio e Marcello La Rovere, di tornare nel più breve tempo possibile nelle categorie che spettano al club neroverde.
L'Avezzano è fallita nel 1998, che ha causato la mancata iscrizione al campionato italiano di serie C2. Oggi il titolo sportivo della Nuova Avezzano è stato ceduto al Canistro, che disputa il campionato di serie D.
La Rosetana, come l'Avezzano, malgrado la salvezza conquistata sul campo fu radiata nel 2005 e quindi costretta a non disputare il campionato di C2. Ora la Rosetana milita nel campionato di Promozione abruzzese.
Il Castel Di Sangro, unico club abruzzese a raggiungere la serie B oltre al Pescara, dopo la retrocessione in serie D nel 2005 non viene iscritto a questo campionato.
Tra queste anche la squadra del capoluogo, L'Aquila calcio, è fallita per ben due volte nel 1994 prima e nel 2004 poi.
A queste solo per l'intervento tempestivo di Gerardo Soglia non si è aggiunto anche il Pescara. Stessa cosa dicasi per il Giulianova e Teramo, acquistate nell'ultimo anno rispettivamente da Sabatini e Paolone, dopo che le precedenti gestioni avevano garantito continuità solo fino al termine della stagione in corso.
Una situazione che certo deve far riflettere tutti per come questi fallimenti sono avvenuti. Non soltanto per le cattive gestioni spesso di personaggi senza scrupoli, ma anche talvolta per lo scarso interesse delle istituzioni cittadine nei riguardi dei club calcistici, che rappresentano indubbiamente un orgoglio per la città di appartenenza. Il calcio infatti, da sempre, è soprattutto un fenomeno sociale più che sportivo in senso lato.

LA SITUAZIONE DEL LANCIANO

Il curatore fallimentare Giovanni Carlo Trinetti, stabilito il valore del club, dovrà operarsi entro maggio per trovare una nuova proprietà, che tramite un aumento di capitale e l'affiliazione alla Figc dovrà garantire l'iscrizione del club frentano in serie C1 o C2. Naturalmente dovranno essere annullate tutte le pendenze che la Lanciano calcio vanta nei confronti dei tesserati e della Federazione.
A giorni saranno comunicati ai soci le motivazioni del fallimento, ma tutte le voci lasciano intendere che si sia arrivato allo stesso a causa della pesante situazione debitoria del club. Secondo gli ultimi dati circa due milioni di euro.
Al momento sono due le possibili cordate. La favorita che vede coinvolto in prima persona l'imprenditore abruzzese Franco Maio e quella capitanata dall'ex patron Riccardo Angelucci, affiancato dagli imprenditori Vitelli e Prospero e dall'ex presidente della Pescara calcio Angelo Renzetti.
Riguardo il deferimento del club, il secondo dopo i due punti decurtati un mese fa dalla classifica dei rossoneri, la sentenza verrà depositata dalla disciplinare il prossimo 22 aprile. Il 2 maggio di conoscerà l'entità in punti di tale penalizzazione che a meno di clamorose sorprese dovrebbe essere piuttosto pesante per il Lanciano.
Infine il giudice sportivo ha squalificato per un turno il difensore rossonero Drazen Bolic. Addirittura tre giornate di stop per l'allenatore in seconda Luigi Garzja.
Nel Crotone, prossimo avversario degli abruzzesi, è stato appiedato per un turno Fiasconi.

Andrea Sacchini 11/04/2008