Doping, il Coni vuole Di Luca fuori per 2 anni

Alessandro Biancardi

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ROMA. Il vincitore del Giro d'Italia 2007 di ciclismo, Danilo Di Luca, è stato deferito dalla Procura antidoping del Coni al Giudice di Ultima Istanza con richiesta di due anni di squalifica. La decisione è stata presa ieri a causa di «valori ormonali anomali».
Ancora una brutta notizia, quindi, per il campione abruzzese a cinque mesi esatti dopo il deferimento inerente la vicenda 'oil for drug' per i suoi rapporti con il controverso medico abruzzese Carlo Santuccione.
Oggi, invece, viene ritirato in ballo il controllo antidoping senza preavviso effettuato dopo lo svolgimento della 17/a tappa del Giro d'Italia Lienz (Austria)-Monte Zoncolan.
Le analisi parlano di valori «atipici», strani per un uomo di trent'anni («la pipì era degna di un bambino di 5 anni»), soprattutto dopo una fatica come lo Zoncolan.
Danilo Di Luca, il vincitore dell'ultimo Giro, si diceva sereno, era convinto di aver smontato le accuse nei suoi confronti: e invece ecco un'altra bufera pronta a travolgerlo.
Secondo l'accusa il corridore si è "infuso". Plasma, acqua, o altro: ma al di là della sostanza è il metodo che la stessa Wada proibisce.
Il Coni si è anche affidato a una perizia esterna, condotta
dall'endocrinologo prof. Marco Cappa che lavora nell'ospedale pediatrico della Capitale.
La controperizia della difesa di Di Luca ha escluso l'uso di qualsiasi manipolazione (soffermandosi
soprattutto su Ph e peso specifico), ma secondo la Procura diretta da Ettore Torri non ha spiegato il perché di quella situazione.
«Aveva bevuto molto, doveva reidratarsi», la spiegazione di parte.
Ma i medici che hanno assistito Di Luca durante quel controllo riferiscono che il corridore avrebbe bevuto appena due bottigliette d'acqua da mezzo litro.
Un caso complesso che ora finirà davanti al giudice di ultima istanza, ma è scontato che alla questione dovrà dare alla fine una risposta solo il Tas di Losanna.
«Di Luca è innocente, il deferimento è sbagliato - si difende il legale del corridore - in casi del genere si arriva all'archiviazione».
Per il difensore della maglia rosa 2007 l'errore di Torri è che «si tratta di un caso non chiaro, con perizie contrarie che si controbilanciano, con dati scientifici non omogenei: insomma, al di là della totale innocenza di Danilo, senza far polemiche, come si fa a chiedere un deferimento in un caso del genere?».

IL DISPIACERE DELLA FEDERAZIONE

«Sono molto dispiaciuto, come tutti gli sportivi, per questo deferimento». Il presidente della Federciclismo Renato Di Rocco affida ad una nota il suo dispiacere per la richiesta avanzata dalla Procura Antidoping del Coni di squalificare per due anni Danilo Di LucA. «Il ciclismo italiano ha ampiamente dimostrato di essere in primo piano nella lotta al doping, fenomeno complesso e diffuso. Spero, percio', che l'impegno di equita' e i criteri di trasparenza, anche nella tempistica, siano garantiti sempre e in tutte le direzioni».

NESSUNA SOSPENSIONE DA LPR A DI LUCA

«Non ho alcun motivo per sospendere Di Luca dall'attività agonistica: il provvedimento non è richiesto dal Coni. Soltanto Danilo potrebbe chiedermi di non gareggiare per concentrarsi sul deferimento»: Fabio Bordonali, team manager Lpr, si è espresso così sulla richiesta di due anni di squalifica per doping al suo leader.

28/02/2008 9.37