Il Pescara batte 2-1 l'Ancona e si riscopre bello e vincente anche in trasferta

Alessandro Biancardi

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ANCONA. Il Pescara torna a vincere in trasferta dopo oltre quattro mesi (ultimo exploit il 23 settembre Juve Stabia-Pescara 1-3, ndr) ed in un sol colpo spazza via tutte le polemiche delle scorse settimane, scoprendosi bello e vincente anche lontano dall'Adriatico. Lo fa espugnando con autorità il Conero di Ancona per 2-1, in uno dei derby più sentiti dalla tifoseria pescarese.
Tre punti che rilanciano con decisione il Pescara verso la zona play-off, distanti ora solo quattro lunghezze.
Il successo è ingigantito dal fatto che i marchigiani, pur se in crisi con una sola affermazione nelle ultime dieci partite, erano imbattuti in casa.
Prestazione assolutamente convincente dei biancazzurri, tatticamente ordinati e micidiali in occasione delle rapide ripartenze dei centrocampisti.
Stupisce in positivo la determinazione messa in mostra dagli uomini di Lerda, al contrario assente nelle precedenti trasferte di Lucca e San Benedetto.
Dal canto suo estremamente deludente l'Ancona, mai in partita ed incapace di reagire al terrificante uno-due ospite.
Riscontra consensi il nuovo modulo 4-5-1 con la presenza contemporanea dal primo minuto sia di Dettori sia di Cardinale.
Chiaro l'intento dell'ex tecnico del Casale di dare in questo modo maggiore protezione alla difesa, aggiungendo un uomo al reparto nevralgico del campo.
Lo schieramento ad una sola punta di ruolo, inoltre, ha permesso agli esterni Felci e Micco di dedicarsi con maggiore libertà e spinta alla fase offensiva.

Avvio veemente dei biancazzurri, subito in vantaggio al settimo con un tiro dai 30 metri di Cardinale che ha sorpreso l'incerto Guarna, fuori dai pali e di conseguenza non esente da colpe.
L'Ancona, accusato il colpo, nel breve volgere di tre minuti subisce la seconda marcatura. Ancora più pesanti le responsabilità di Guarna in occasione del raddoppio. L'estremo difensore di casa, palla al piede, tenta senza fortuna un dribbling suicida nei confronti di Sansovini che, “rubata” la sfera, ringrazia dell'inaspettato regalo l'ingenuo portiere anconetano depositando in rete il pallone del 2-0.
L'Ancona stenta a reagire ed è addirittura il Pescara a sfiorare in un paio di occasioni la terza rete, in particolar modo qualche minuto più tardi con una conclusione da fuori area di Sansovini, al termine di una fantastica azione tutta di prima sull'asse Cardinale-Dettori-Felci.
Il secondo tempo riprende seguendo lo stesso canovaccio della prima frazione di gioco. Il Pescara, tatticamente ordinato e ben disposto in campo a difendere il prezioso doppio vantaggio mentre l'Ancona, in un pesante clima di contestazione ai giocatori da parte dei tifosi, fa poco per raddrizzare il match.
La girandola di sostituzioni da una parte e dall'altra, nel Pescara esordio in campionato per Turchi e Falomi, non mutano l'inerzia della contesa. I biancazzurri sono in pieno possesso della gara e non danno l'impressione di sbandare sugli sterili attacchi anconetani.
Ad una manciata di minuti dal termine del match l'unico sussulto dei padroni di casa, pervenuti all'uno a due definitivo con Mastronunzio.
Il Pescara ha schierato il seguente undici titolare: Aridità, Giuliano, Pomante, Romito, Vitale, Ferraresi, Dettori, Caracciolo, Felci, Micco e Sansovini.
Il successo consente di guardare con rinnovato ottimismo al futuro, come ha dichiarato a fine match il patron del sodalizio di via Mazzarino Gerardo Soglia. I risultati dagli altri campi, con tutte le pretendenti alla serie B che hanno perso o pareggiato, hanno dato una mano gradita ai biancazzurri, che si trovano ora a sole quattro lunghezze dal quinto posto, occupato proprio dall'Ancona.
A questo punto del campionato, con sole undici giornate al termine, è lecito attendersi un cambio di obiettivi della società. Non tanto perché i play-out sono un pericolo ormai scongiurato (più quattro dalla quintultima, ndr), ma piuttosto per diffondere rinnovato entusiasmo ad una tifoseria che da troppi anni non vede il Pescara ad alti livelli.
I play-off sono a tiro e la squadra, pur se con qualche limite soprattutto quando è costretto a fare la partita come accaduto la settimana scorsa con la Juve Stabia, ha tutti i mezzi e le potenzialità per tentare l'aggancio. Il calendario, con il doppio turno in trasferta ad Arezzo e Perugia dopo la gara all'Adriatico contro il Taranto di domenica 17, non è certo dalla parte degli abruzzesi ma sarebbe un suicidio non tentare di raggiungere qualcosa che, francamente, è alla portata.

Andrea Sacchini 11/02/2008