venerdì 21 novembre 2014

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Prima solitaria invernale alla parete nord del Monte Camicia

Prima solitaria invernale alla parete nord del Monte Camicia
ABRUZZO. L'alpinista Andrea Di Donato ha raggiunto un rilevante risultato alpinistico scalando, lunedì scorso, la parete Nord del Monte Camicia, l'ultima grande parete del Gran Sasso d'Italia, a Sud-Est. Raggiunto il Fondo della Salsa, la grande parete lo ha accolto alle 6.50 del mattino, con le luci dell'alba che ne cominciavano a delineare confusamente i contorni e lo ha restituito sull'aerea cresta sommitale dopo 5 ore e mezza di progressiva arrampicata, slegato per tutta la via.
Guadagnata anche la vetta il rientro lungo gli ampi e ripidi pendii innevati del Vallone di Vradda, fino a Fonte Vetica.
L'impresa è dedicata all'alpinista Piergiorgio De Paulis ed all'artigiano Romeo Melchiorre detto "tatè" di Castelli.
«Mi sento a casa» sono state queste le
tranquillizzanti parole di saluto pronunciate da Andrea, prima di partire, mentre lo sguardo forava l'oscurità, verso l'alto, abbracciando la parete tutta.
Un ultimo rapido controllo dello zaino al quale era agganciata "frog"
la verde rana scalatrice portafortuna, unica e sempre sorridente compagna di questa incredibile avventura, il rapido passaggio dal nevaio alle balze erbose e l'agile figura scompare nella penombra, verso l'alto,
Tanti anche i camosci, ben più in alto, sui verticali pinnacoli emergenti dal Fondo della Salsa, ai bordi della parete, muovendosi tra aeree cenge e ripidi canalini sembravano seguire con un certo interesse le acrobazie ed i progressi di Andrea.
La Nord del Monte Camicia, tra le più grandiose pareti dell'Appennino, che sovrasta l'abitato di Castelli, s'impone all'attenzione con l'ampio anfiteatro largo oltre 2500 m ed il dislivello di 1200 m dal "Fondo della Salsa" alla cresta sommitale.
Si tratta di un sito dall'innegabile fascino alpinistico, reso però impegnativo dalla qualità della roccia, friabile e dalla severità dell'ambiente, fattori accentuati nel periodo invernale.



La prima salita alla Nord il 20 settembre 1934, di Bruno Marsilii e Antonio Panza, "aquilotti del gran sasso".
Da allora sono state solo tre le invernali: la 1^, 21-24.12.1974, con Domenico Alessandri, Carlo Leone e Piergiorgio De Paulis, tragicamente scomparso durante la salita; la 2^, dopo 13 anni, 22-23.12.1987 con Tiziano Cantalamessa e Franchino Francesi; per la 3^, quella di Andrea Di Donato, abbiamo dovuto attendere ben 21 anni.
I soci della Sezione Cai di Castelli, hanno seguito dal basso, con potenti binocoli, l'impresa di Andrea, figlio di questi luoghi e di queste montagne, esultando alla scomparsa dalla vista, sulla sommità, del piccolo puntino disegnato sulla neve.
L'alpinista Andrea aggiunge quest'impresa invernale all'altra salita della Nord - 2^ solitaria - effettuata il 4 settembre 2004, che ha celebrato il 70°della 1^ salita degli "aquilotti".
Lino D'Angelo, storico "aquilotto del Gran Sasso", guida alpina emerita, forte alpinista ed interprete di queste montagne, ha commentato con soddisfazione l'impresa ed ha affermato «questo giovane ha la testa sulle spalle, la progressione è tra le più delicate, si tratta di valutare ogni appiglio, la qualità della roccia è pessima, si deve costantemente mantenere l'equilibrio instabile ottenuto tra mani e piedi, non ci si può permettere di sbagliare».
Complessivamente sono state 26 le cordate che hanno percorso, su vie diverse, questo aspro bastione del Gran Sasso. La Sezione Cai di Castelli ha documentato le ascensioni fino al 1984, raccogliendole nel libro "Parete Nord. Storia di una montagna".
La base della Parete Nord è raggiungibile da Castelli, dalla località Villa Re, con una piacevole escursione di circa 1 ora, che sale nel bosco e si apre sull'anfiteatro roccioso dove per molti mesi resiste un piccolo nevaio.

30/01/2008 8.52





 


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30/01/2008 - 08:52

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