Marcello Sabbatini è andato da Enzo Ferrari

Alessandro Biancardi

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IL RICORDO. Gli anni hanno affievolito le membra del cronista, ma le esperienze passate di avvenimenti e persone amiche restano intatte quando il mulino a vento della memoria si arresta per rievocare, a tratti, chi fu, cosa fece, perche', come, il soggetto e' rimasto impresso nell'albo dei ricordi.

Marcello Sabbatini, 81 anni, decano dei giornalisti “motoristi”, è morto sabato notte a causa di una crisi cardiaca all'Ospedale Sant'Orsola di Bologna.
Era un teramano di nobile famiglia, il mio personaggio, apparso
negli anni '60 sull'arenile docile e dorato della spiaggia di Giulianova. Marcello amava il mare, il suo Gran Sasso, l'aria “secca” che quasi
toglieva il respiro, ma prediligeva l'odore dell'asfalto delle piste, delle
gomme bruciate, degli scarichi soffocanti dei motori.
Ogni qualvolta lo incontravo, specialmente a San Lazzaro di
Savena, Marcello non poteva frenare il suo spirito battagliero ed
attaccava Giulianova, dove , quando il lavoro glielo consentiva, andava in villeggiatura.
Modesto, apparentemente introverso e burbero, cuore generoso, padre e nonno affettuoso, era un grande amico dell'Ingegner Ferrari col quale, il piu' delle volte, seguiva alla Tv le corse di F.1 dall'appartamento del Capo di Maranello.
Marcello, denominato “Zanzara” sapeva come pizzicare al momento
giusto, con disquisizioni piu' che precise, era divenuto non il
cronista, ma il deus ex machina del mondo delle quattro ruote, seguito, copiato, spesso odiato da chi non sa.
Aveva 81 anni, era forte come il suo Abruzzo, e soltanto gli acciacchi
di un inverno incipiente lo avevano frenato, ma non sconfitto.
Scrittore poliedrico, Marcello e' stato di fatto il fondatore del giornalismo sportivo d'Italia.
Si era creato col Corriere dello sport, del quale divenne anche vice direttore, quindi fondò Autosprint - oggi diretto dal figlio Alberto -, successivamente “Rombo”, pubblicazione che diresse da maestro di vitalita' per 10 anni fino al 1991.
Il cronista fece parte in Italia e dagli Stati Uniti, della “grande famiglia” con Carlo Cavicchi, attuale direttore di Sportautomoto.
Molti, tanti sono i ricordi, del lavoro, dell'amicizia che ci legava con “Marcellino”.
Ogni volta che dagli Usa scendevo a Bologna, Marcello aveva pronto uno dei famosi ristoranti della citta' Felsinea: L'Orso, frequentato da attori e personalita' sportive.
«Ma voi, in America», diceva, «ce l'avete questi paradisi gastronomici?»
Al che ascoltava: «In America forse no, ma a Giulianova si?»

E giù un'altra battaglia per difendere «l'alto lignaggio» della vetusta
Teramo e del coraggio dei giuliesi che respinsero i “Mori” dalla
epica Castrum e le sue campane.
Poi Marcello si rivestiva del manto di direttore, ed al cronista segnalava una dozzina di servizi da effettuare al ritorno in America.
Pignolo, severo, sereno, fu un padre ed un maestro, fino alla fine, anche quando ritiratosi a Bologna ebbe modo di farsi conoscere dai piu' giovani in veste di forbito opinionista.
Ricordo le continue battaglie vocali imperniate su «chi aveva visto per primo Nuvolari». Per una strana coincidenza "Nivola" apparve
a noi due quasi allo stesso modo, come una Fata, spinta e appoggio
della nostra carriera giornalistica.
Ma Marcellino aveva il grande privilegio di essere fido amico del Drake e questo contribuiva a fargli vincere le nostre scaramucce.
Fu Marcello Sabbatini un giorno, durante una mia visita alla redazione a farmi saggiare una fiammante Dino Ferrari.
«Tieni, prova, impara che cosa sappiamo fare, noi italiani» disse .
Carlo Cavicchi , al fianco, sorrise sotto i baffi, ma Marcello non vide ed evitammo cosi' un' altra disfida di Barletta.
Marcello, senza tanta fanfara è andato via in un giorno in cui anche
il sole faceva capolino quasi a voler salutare un Uomo dal cuore generoso, pronto a difendere a spada tratta i diritti e la giustizia del mondo automobilistico
Chissà se Marcello non ha scelto febbraio per portare ad Enzo Ferrari gli auguri per i suoi 110 anni di compleanno, in vista dello Start di un'altra annata rombante!
Ciao Marce'…

Lino Manocchia

29/01/2008 8.24