Storie di Italoamericani al volante di Lancia negli Usa

Alessandro Biancardi

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NEW YORK. Compie 25 anni il Club Lancia degli Stati Uniti. Oltre 700 membri sparsi dall'Atlantico al Pacifico, in Giappone ed Europa, si preparano per recarsi al noto elegante raduno di Pebble Beach in California la quale presentera' la “Giornata Marca d'onore Lancia “ un avvenimento di vasta importanza che pone, ancora una volta, in vetrina internazionale, la vettura della Casa di Torino, apprezzata dagli americani per la sua «tradizione, attrazione, ingegneria, bellezza».
E' stata sempre l'invidia delle grandi Case di Detroit, richiesta da luoghi piu' inimmaginabili, corteggiata piu' della Corvette e la Camaro, conosciuta in maniera morbosa quanto la rossa di Maranello.
Ed i suoi afficionados ne vanno orgogliosi destreggiando con le varie serie, alcune delle quali oggi vanno alle stelle per il loro prezzo.
«Un anno fa una B24 Spider America, e' stata acquistata da un conte francese per 350 mila euro il quale trovo' subito una dozzina di desiderosi d'acquisto», ci dice Armando Giglio, che dopo dieci anni di presidenza del club dell'est, fu eletto l'italo-californiano Edoardo De Martini il quale ha dovuto rassegnare le dimissioni per motivi di salute, ed ora avranno luogo le elezioni per l'ambito incarico.
A New York, quale Vice Presidente del Club ha tenuto banco Ignazio “Yggy” Franciamore, oriundo di Bivona (Agrigento), ex pilota, proprietario di due grandi rivendite di macchine e auto antiche.
Yggy comincio' a correre all'eta' di 21 anni con una Balilla 4 marce berlina, e le gare in salita erano il suo pezzo forte. Ora e' un ottimo organizzatore delle manifestazioni in onore della Lancia e del suo club, e ricercato per la sua esperienza tecnica.
«Yggy e' stato sempre di grande aiuto. Conosce la Lancia come la porta di casa sua, e di Lancia ne ha avute!…», esclama Giglio.
«L'Italia e' nel nostro cuore e nella mente costantemente, con una serie di ricordi che il tempo non riuscira' a cancellare. Come ad esempio la partecipazione del nostro Club Lancia alla Mille Miglia che gli italiani cercheranno di imitare nel 2008 con un colossale raduno dedicato alla Lancia Appia. Con un viaggio che partira' dalla California ci ritroveremo in Pensilvania e potete immaginare i festeggiamenti ed i tricolori che abbelliranno lo Stato», dice Armando.
Giglio e' nato a Brooklyn nel 1929 da genitori di La Spezia ed Avellino, presto' il servizio militare quale ufficiale di Marina, e un giorno visitando uno zio di Milano, vide una Lancia B12-1952, per la quale…. «perse la testa», tanto che allo scadere della Leva acquisto' una fiammante Lancia B53 Cabriolet Vignale.
Giglio vive nello Stato di New York e d'estate trascorre le vacanze in Arizona dove esiste un Club Lancia che conta oltre 50 membri, coi quali trascorre il tempo organizzando meetings e conferenze, che vengono effettuate anche in altri luoghi in spagnolo, con tecnici ed esperti.
Chiediamo a Giglio:Il mercato Lancia negli Usa e'..”sentito”?
«Basta osservare i bollettini emessi per i membri, dalla presidenza del Club, per avere un'idea della vasta importanza che si da alla Lancia. Le ricerche di vetture provengono dagli Stati piu' lontani d'America, dallo Utha si cerca una Lancia Scorpion Beta, dalla Florida, dall'Oklahoma, dall'Alaska, dalla Finlandia, e' una “continua preghiera” onde trovare la macchina italiana piu' ammirata».
«In Finlandia»,aggiunge Giglio, «esiste un club Lancia, creato nel 1990, con 90 membri. Insomma un fiorire di richieste che rendono orgogliosi gli italiani, non solo, ma anche gli appassionati di auto storiche».
Infine Armando, qual è il “motivo” di questo Club internazionale?
«Il club e ' stato creato onde preservare i modelli Lancia dal 1906, far conoscere le caratteristiche e pregi di un Marchio, onore e vanto dell'Italia. Esiste anche una pubblicazione: “Viva Lancia”, riservato ai membri, “per i lancisti, dai lancisti, con i lancisti. E tanto basta».
Lino Manocchia 22/12/2007 11.02