La Toyota decisa a declassare la Gm.

Alessandro Biancardi

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DETROIT. Sin dall'alba dell'industria automobilistica, Detroit e' stata la “casa”
dei piu' grandi costruttori di automobili e trucks. A meno di un imprevisto inversione, quel periodo di fortuna sembra destinato a scomparire nel 2006. In altre parole, la crisi della General Motors-le cui azioni hanno subito negli ultimi sei mesi il decurtamento del 50% del loro valore- sembra condannata a seguire il vorticoso flusso delle torbide acque finanziarie.
E mentre in un primo tempo la Toyota, la seconda Casa giapponese, aveva ammesso “di voler dare una mano” all'incerto colosso, riducendo la produzione delle vetture commerciali, bilanciando contemporaneamente i prezzi di concorrenza, oggi la Casa del Sol Levante, dopo aver abbandonato, anzitempo, la competizione nella serie IRL (di Indianapolis) alla quale ha elargito negli ultimi cinque anni una valanga di dollari, per tener testa alla rivale Honda, annuncia che nel 2006 produrrà 9.06 milioni di veicoli. La Toyota, contemporaneamente ha dato via libera alla Honda che resta l'unica fornitrice di motori alla serie di seconda categoria.
Con tale produzione, la Toyota sorpasserà facilmente, per la prima volta, quella della G.M. la quale, al momento non fa predizioni.
Stando pero' ai pronostici degli esperti, la Casa di Detroit prevede di sfornare nel 2006, 8.92 milioni di veicoli, presentando modelli nuovi, ed economicamente alla portata di tutti. Con

questo passo, il Chairman della GM,Rick Wagoner (foto) intende mantenere al top la Casa che per 70 anni ha primeggiato sulle avversarie.
Intanto Wall Street registra un calo, il piu' basso mai verificatosi negli ultimi 18 anni, con il prezzo intorno ai 20.29 dollari l'uno.
L'analista del mercato automobilistico,Richard Hilgert, prevede che allo scadere del 2006 la Toyota sara' in testa a tutte le altre marche mondiali, mentre la GM si libererà delle pachidermiche sport utility, anche e sopratutto per il sempre piu' penoso aumento del prezzo dei carburanti.
La previsione non sorprende eccessivamente poiche' vale ricordare che nel 2003 la Casa giapponese declassò dal secondo posto la allora solida Ford che non ne' riuscita a
risalire la corrente.
Interessante il parere di numerosi operai della GM che costruiscono i truck, i quali asseriscono che «parte del problema che assilla la GM e' rappresentata dall'ignoranza
degli americani. La nostra qualità», dicono gli operai, alcuni dei quali lavorano da oltre 30 anni, «e' al pari delle migliori competitrici.E' un po' come un bambino che non da retta
ai genitori, ma ascolta le dicerie degli altri».
E poi, si commenta :«essere il numero uno o
due conta poco. Sono i prodotti che parlano e contano».
David Cole, chairman del Center for Automotive Reserce di Ann Arbor e' convinto che l'obiettivo principale di una ditta e' «la redditività».
E' opinione generale che questo “cambio di guardia” spingera' la GM a produrre migliori veicoli, evitando errori come quelli compiuti negli ultimi 5 anni,e a mettere sul giusto livello la spinosa questione del contratto con le Unioni' che,
ovviamente, difendono i loro iscritti.
Lino Manocchia 22/12/2005 9.49