Doping, Di Luca: il Coni lo deferisce, addio al Mondiale

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Addio al Mondiale. Al campione abruzzese Danilo Di Luca non resta che tornare a casa. Lui è amareggiato e da Stoccarda ha replicato alle richieste della Procura Antidoping della squalifica di quattro mesi per la sua frequentazione con il medico Carlo Santuccione a seguito dell'inchiesta Oil for Drugs. «E' uno scandalo: la Procura ha fatto tutto ad hoc per non farmi correre il mondiale. Vado a casa alla vigilia del mondiale e non mi posso neanche difendere», ha detto l'abruzzese in una conferenza stampa a Casa Italia.
«L'Ufficio di Procura Antidoping del Coni, presieduto da Ettore Torri e dal vice presidente Franco Cosenza, - si legge sul sito del Coni - ha disposto il deferimento dell'atleta di livello internazionale Danilo Di Luca al competente Giudice di Ultima Istanza in materia di doping presso il Coni per l'applicazione della sanzione della sospensione dall'attività per mesi quattro».

E Di Luca non può far niente per cambiare la situazione: «domani (oggi per chi legge, ndr) il Tas è chiuso e non posso appellarmi: siamo arrivati all'apice... ci sono persone appassionate di ciclismo come il dottor Torri che vogliono davvero bene al ciclismo», ha detto stizzito.
E come un fiume in piena ha continuato: «il Coni si è lavato le mani lasciando tutta la responsabilità alla federazione ciclismo. Andrò a casa dopo mesi di sacrifici: questo deferimento è servito solo a non farmi fare il mondiale».
Di Luca si è detto certo che la verità salterà fuori: «verrò assolto al 100%. I miei rapporti con Santuccione risalgono a quando avevo 8 anni. Sul mio conto non c'è niente che mi possa far
condannare: lui ha 2 mila pazienti e 300 fanno sport».
«Anche noi siamo perplessi sulla tempistica», ha detto il presidente della federazione Renato Di Rocco.
Domenica in corsa, quindi, Di Luca non ci sarà, ci saranno invece lo spagnolo Valverde, coinvolto nell'Operacion Puerto, perché è stato il Tas a imporlo all'Uci, ed Erik Zabel, reo confesso nei mesi scorsi di doping ematico, ma considerato un eroe sia dai tedeschi
- per la confessione - che dall'Uci che ne ha fatto una icona del 'ciclismo pulito'.
Il procuratore antidoping Ettore Torri, invece, ha deferito Di Luca
senza chiedere la sospensiva al Giudice di Ultima Istanza. Senza Di
Luca il ct Ballerini comunicherà oggi il suo sostituto da scegliere tra Pinotti, oggi ottimo 14/o nella crono individuale che ha laureato lo svizzero Cancellara campione del Mondo, Nibali e Visconti

E IL PM ACETO CHIEDE L'ARCHIVIAZIONE

Il pubblico ministero Aldo Aceto ha reiterato la richiesta di archiviazione, già formulata lo scorso 18 giugno, del procedimento stralcio per doping nel quale è coinvolto il ciclista. Anche la difesa di Di Luca, rappresentata dall'avvocato Tommaso Marchese, ha chiesto l'archiviazione.
L'inchiesta aveva avuto origine dalle dichiarazioni di Alessio Starinieri, pescarese con vari precedenti penali, querelato nel 2005 per minacce dal fratello di Di Luca, Altobrando.
Agli agenti della Forestale che gli notificarono la querela, Starinieri mostrò un thermos nel quale disse di custodire, dal 2004, sacche con il sangue di Danilo Di Luca consegnategli dal fratello. Tuttavia, non firmò la dichiarazione che gli fu sottoposta e il thermos non fu sequestrato. In seguito altri ufficiali gli chiesero, senza esito, di consegnare le sacche, di cui non diede più conto.

28/09/2007 9.39