Di Luca: «Procura Coni mi diffama» e prepara la querela

Alessandro Biancardi

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Di Luca: «Procura Coni mi diffama» e prepara la querela
 LA VIGNETTA DI GIO
STOCCARDA. Danilo Di Luca è pronto a chiedere risarcimento danni alla Procura antidoping del Coni, perché ritiene che l'operato di Ettore Torri sia un attacco alla sua persona, non in linea con la sobrietà richiesta al ruolo, frutto di una giustizia ad orologeria fatta di notifiche a mezzo stampa.
E' il succo di un duro attacco che il corridore abruzzese ha lanciato con un comunicato stilato con l'aiuto dei suoi legali, dopo aver comunque autorizzato l'Uci a fornire alla Procura i campioni B delle provette per le ulteriori analisi sui fatti della tappa dello Zoncolan dello scorso Giro d'Italia.
«Il comportamento osservato dalla Procura Antidoping del Coni a poche ore dall'inizio della competizione Campionato del Mondo su strada, da considerarsi ormai quale vero e proprio attacco alla propria persona», ha spiegato il corridore abruzzese appena arrivato in Germania con la nazionale italiana di ciclismo.
Per Di Luca «i fatti oggetto di contestazione da parte della Procura Antidoping - ha proseguito - erano stati attentamente valutati dalla medesima mesi addietro ed erano stati alla base di due distinti procedimenti penali pendenti presso la Procura della Repubblica del Tribunale di Pescara, per i quali si è avuta formale archiviazione e richiesta di archiviazione».
Il ciclista ritiene che non sia in linea con la sobrietà che dovrebbe caratterizzare l'azione di qualsiasi Organismo inquirente, «per la delicatezza delle questioni coinvolte e per i devastanti e irreparabili effetti che possono prodursi sull'immagine degli atleti interessati dai relativi procedimenti, effettuare notifiche 'a mezzo stampa', al di fuori dei rigorosi canoni procedimentali, che annullano di fatto il diritto di difesa dell'atleta e lo espongono esclusivamente alla gogna mediatica».
«Abnorme - è secondo il corridore - la sola volontà di utilizzare quale cassa di risonanza la competizione di rilievo internazionale, il fatto che la Procura Antidoping abbia atteso proprio tale evento per manifestare la propria decisione... Tale comportamento non può essere interpretato se non attribuendo allo stesso moventi estranei a quelli che dovrebbero essere perseguiti dall'Organo di Procura».
Di Luca sta sin da ora valutando la esperibilità di azioni risarcitorie e reintegrative per il grave danno di immagine che gli è stato arrecato, oltre che per quello economico legato alla stipula del contratto professionistico per le prossime annualità.

27/09/2007 9.48