Nuoto disabili, 13 medaglie ai campionati italiani per gli atleti dell’Orione

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1177



PESCARA. Tre medaglie d'oro, 9 d'argento e una di bronzo. Questi i risultati portati a casa dagli atleti dell'Asociazione sportiva dilettantistica “Orione” di Pescara ai 30esimi campionati italiani assoluti estivi di nuoto per diversamente abili della disputatisi nell'impianto comunale di Palermo da venerdi a domenica scorsi. Una gara, svoltasi sotto l'egida del Comitatao italiano paralimpico, che ha portato tra le 8 corsie delle due vasche olimpioniche di via del Fante 216 atleti in rappresentanza di 73 società.
Nel dettaglio, questi sono i piazzamenti dei ragazzi guidati da Matteo Iacono che dal 2002 si allenano nella piscina provinciale. Oro per il pescarese Alessandro Bruzio, classe 1981, nei 50 metri stile libero (col tempo di 00,33,27), nei 100 ( 01,14,67) sempre stile e nei 100 farfalla (01,32,24). Argento per Luana Agnellini, di Città Sant'Angelo, del 1980, nei 50 metri dorso (02,25,70) e nei 100 stile libero (05,18,69); Michela Maci, di Chieti, del 1981, nei 200 metri stile libero (04,41,59); Francesca Marchioli, di Vasto, che è la più giovane del gruppo avendo 16 anni, nei 50 stile libero (00,39,60), nei 100 stile libero (01, 29, 45) e nei 100 rana (02,15,47) e per le due staffette maschili dei 4 per 100 stile libero composta dai pescaresi Carmine Di Paolo, Luigi Crescitelli, Bruzio e dal pennese Francesco Santamicone (07,05,16) e quella 4 per 100 misti disputata da Franco Martinelli (dorso) che coi suoi 38 anni è il più anziano del team, Crescitelli (rana), Bruzio (delfino) e Carmine Di Paolo (stile libero) che hanno impiegato 08,23,97. Bronzo, infine, per Crescitelli, del 1980, nei 100 metri stile libero (01, 25, 32). «Sicuramente è una soddisfazione che ripaga una parte dei sacrifici fatti sia in acqua che fuori», commenta Iacono che insieme ai 10 istrutturi che lavorano nella struttura di via Volta quotidianamente fa nuotare 300 persone tra cui 80portatori di handicap. «Ma ora», aggiunge, «bisogna limare i tempi per cercare di trasformare in successi anche quelle prove che per poco non lo sono stati».
12/07/2007