Il lago salato dello Utah: un viaggio tra odore di sale e velocità

Alessandro Biancardi

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BONNEVILLE. Dall'aereo Salt Lake City appare come un arabesco dipinto da un pittore astratto. Una tela verdastra, chiazzata dal blu dell'immenso lago circondato da monti rocciosi, misteriosi e strani, fitti di canyons dove molti anni fa Butch Cassidy si nascondeva evadendo la legge. Lo Utah, dal nome della tribù Indiana Ute, e' la patria dei Mormoni che guardano con sussiego il vicino Nevada, il regno del gioco
d'azzardo dove tutto e' permesso.
Quando si infila l'autostrada 80 West, il panorama cambia. Una immense pianura biancastra, affogata dal sale, ti accompagna per 150 chilometri sino allo Utah Salt Flat , ovvero il Lago Salato di Bonneville.
Oltre 1400 metri di altitudine, una superficie di 17.600 ettari. Un punto sulla carta geografica, un regalo di Dio al mondo; una distesa dalla bellezza avvincente e sconvolgente
Il paese più vicino e' Wendover che si dona per meta' allo stato del Nevada e per l'altra meta' allo Utah. Un villaggio da cartolina con alle spalle le montagne brulle, con due casino', pochissimi motel.
Bonneville, cuore del Lago Salato, due volte l'anno vede ritornare le streamliner, le lakester, le modificate, tutte vetture che concorrono a formare il variopinto quadro sulla tela abbagliante del “Lago”.
Pazienti , i concorrenti attendono il loro turno, sino a quando lo starter non da' via libera e potranno scatenare i loro “mustang”, seguendo la linea nera, quella linea che rappresenta la guida fedele dei concorrenti durante la loro corsa sfrenata che terminerà con l'aiuto, anche, del paracadute issato in coda.
Il loro sogno terminerà soltanto quando avranno percorso il quarto di miglio imposto dal regolamento della USFRA (Utah Salt Flat Racing Association) che li promuovera' o boccerà sino all'anno prossimo, quando torneranno più decisi che mai con i loro capolavori di meccanica. L'Associazione quest'anno festeggia i suoi 55 anni.
Comincia qui il capitolo d'oro delle conquiste. Affinché il record sia omologato, il percorso deve essere ripetuto in senso inverso entro tre ore dalla prima passata. Quello cronometrato è il quarto miglio. I primi tre servono di lancio.
Il diapason della passione lo si raggiunge quando, a spinta, partono i “missili”. Il fragore è quello del tuono, la vampata e' quella di un altoforno. Un immenso dardo col quale l'intramontabile Art Arfons-terzo nella classifica dei record di velocità assoluta su terra- sfrecciò col Green Monster, alla media di 543.843 miglia, alla prima delle
due passate regolamentari. CRAIG BREEDLOVE NON DEMORDE
Bonneville, sempre disposta ad accogliere gli audaci della speed, ospito' nel 1995 Craig Breedlove deciso a sfondare il muro del suono, situato (alla temperature di 20 *C)
a 1231 km/h) e demolire il record ottenuto dall'inglese Richard Noble (1019.440 km/h). Un'impresa da fantascienza alla guida di una sorta di razzo che vola raso terra su cinque ruote, che Breedlove effettuò con la prima passata/ Ma al termine della corsa da cardiopalma, una ruota cedette e miracolosamente il pilota californiano riuscì a fermare il “mostro” Ma Craig non demorde. A 62 anni. lavora senza soste cercando tecnici che diano una mano e sponsors che sovvenzionino la spesa che si aggira intorno ai quattro milioni di dollari …
Memorabile altresì il primato stabilito il 20 ottobre 1970 da Gary Gabelich a bordo del “Blue flame”. L'ex collaudatore della NASA varcava la soglia dei 1000 chilometri col suo fiammante “siluro”, lungo 10 metri, spinto dal motore di un reattore supersonico modificato riducendone la potenza di 1000 giri, per conquistare il record mondiale.

I TENTATIVI E LA SORTE
Prodezze, trionfo, sconforto si susseguono senza soste ed i cronometristi-diretti da Don
Cash- hanno il loro gran da fare. Bonneville, come tutte le piste che si rispettano ha il suo albo d'oro che porta nomi famosi della storia motorizzata. Il “Club dei 200”, coloro che riescono a superare la barriera delle 200 miglia (325 km.h) annovera i nomi di Rudolph Caracciola, che nel 1938 tocco' la media di 432 km/h, Stirling Moss, Donald Campbell, Gary Gabelich, Don Vesco, Phil Hill, Andy Granatelli, i quali, insieme ad altri, formano l'elite della velocità pura. Il primo a raggiungere questa impresa fu, nel lontano 1937, il capitano Evston che fermo' il tachimetro sui 575 chilometri all'ora..
Ha davvero un fascino particolare il grande lago salato, la terra promessa della velocità pura. Sulla bianca superficie di 260 chilometri quadrati, si danno appuntamento i “forzati” del record per una specie di ritrovo familiare, o meglio ancora ad una fiera di colori, disegni, motori la cui varietà è addirittura impressionante. Otto, dieci, 18 cilindri, e poi 300,500, 1000 Cv, spesso ottenuti dai motori di aerei Jet.
A Bonneville non c'e' il contorno di certe altre gare; al massimo si puo' girare da una tenda all'altra, bevendo l'ennesima birra, con gli anziani che raccontano… delle altre volte di questo o quel personaggio.
Tuttavia chi va a Bonneville-come il cronista, per varie volte- (foto con l'operatore Rai)-
si innamora della candida distesa salata, delle montagne, dell' abbagliante sale, di un mondo dove l'automobilismo vive ancora quella sua forma di primitismo e di naïf che ormai e' impossibile trovare altrove.
Bonneville Salt Flat, vive per sette giorni ininterrotti la sua apoteosi e accoglie con amore questi “schiavi della velocità” che, dicevamo, si danno appuntamento con i loro “mostri”alla ricerca di un record che li farà salire
su un gradino della celebrità, un attimo di gloria, una manciata di secondi che ripaga mesi di lavoro, di sacrifici economici e che corona, alla fine, tanti sogni. Arrivano con i mezzi più disparati: una bicicletta aerodinamica, un trabiccolo messo assieme nella galleria del vento, una berlina trasformata dal reparto esperienze di una Casa automobilistica di Detroit. Le categorie nelle quali si compete sono moltissime, dato che questi veicoli hanno caratteristiche spesso contrastanti, compresi i mostri terrestri con ruote carenate e non. Ognuno poi si diletta a dare al proprio veicolo una grafica ed un nome particolare. I protagonisti sono coinvolti in un susseguirsi di rincorse da capogiro, di passaggi al cardiopalma, di momenti di altissima tensione, con le vetture più strane, più elaborate, più incredibili che la mente umana abbia potuto immaginare e generare, compiono nel corso dei vari tentativi.
. Una strana, ma avvincente enciclopedia di nomi, bolidi incredibili, medie, CV, che contribuiscono a formare un quadro dipinto da un pittore astratto .
La notte sopraggiunge rapida. Il calore del sole e' fugato dal freddo che scende dalle gole dei canyons. Un'altra settimana di sale e velocità è trascorsa..

Lino Manocchia (SSNphoto.com) 13/12/2005 8.30