Di Luca, giovedi dai magistrati. Il campione è sereno

Alessandro Biancardi

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Di Luca, giovedi dai magistrati. Il campione è sereno
BUFERA DOPING. Sarà ascoltato dai magistrati giovedì prossimo Danilo Di Luca, il neo vincitore del Giro d'Italia finito nella bufera doping. Con lui sfilerà davanti agli inquirenti anche il medico di Ceppagatti Carlo Santuccione, ritenuto dall'accusa la figura chiave.
Saranno molte le cose da chiarire e tra le tante anche alcune analisi, quelle effettuate a sorpresa dopo la tappa della Zoncolan quando le analisi del campione Pescarese uscirono pulite. Troppo pulite per essere reali, con un profilo ormonale di un bambino di 5-6 anni. E'
anche possibile, ma non ancora confermato da nessuno, che Di Luca venga sottoposto ad accertamenti medici, con specialisti endocrinologi.
Pesanti anche le accuse per il medico Santuccione. I Nas di Firenze nel rapporto al procuratore Ferrero dell'aprile 2005 scrivono che sono configurabili le ipotesi di reato «per aver somministrato e comunque prescritto specialità medicinali dopanti agli atleti appresso
elencati»: il primo della lista è proprio Di Luca. E c'è anche la specifica delle somministrazioni tra cui l'eritropoietina il 17 marzo del 2004.
«Quell'inchiesta - ricorda il legale di Di Luca, l'avvocato Cecconi - portò all'archiviazione per il mio assistito. Si è voluto enfatizzare ma i fatti che sono stati citati in questi giorni sono già stati spiegati alla magistratura penale e siamo pronti a fare altrettanto con quella sportiva».
La Liquigas per il momento non ha sospeso il corridore che ha
annunciato: «aspettiamo di conoscere l'evoluzione delle indagini, non possiamo basarci su indiscrezioni giornalistiche».
Ma sono le intercettazioni la forza di queste indagini. In una telefonata Di Luca avvisa Santuccione di trovarsi all'Acquacetosa, (dove c'è il laboratorio del Coni), per i prelievi ed è preoccupato perché gli hanno chiesto anche l'urina. Anche il medico è preoccupato e agitato e assicura che non era a conoscenza di questo controllo. In un'altra chiamata il medico esorta l'atleta a passare più presto possibile da lui «perché bisogna farla» e i carabinieri ritengono che si riferisca a un'iniezione di Epo. Si cita addirittura un filmato, dal quale però non è possibile risalire al contenuto delle fiale maneggiate.

29/06/2007 9.29




LA VIGNETTA DI GIO