F1. Hamilton vince anche il Gp Usa ed è primo in classifica

Alessandro Biancardi

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F1. Hamilton  vince anche il Gp Usa  ed è primo in classifica
INDIANAPOLIS. L'ultimo (?) G.P. Usa ha visto la consueta battaglia del poker tra i quattro assi: Hamilton-Alonso ( McLaren), Massa-Raikkonen (Ferrari) con l'inglese che ha cantato la solita canzone al ritmo della sua calibrata vettura.
Potremmo anche esaltare la incredibile storia del 22enne gia' in testa alla classifica, che alla vigilia ha visitato, a piedi, ogni angolo dell.o speedway «perche' ogni angolo porta con sè pagine di storia». Ma i fatti parlano meglio di ogni commento.
Per il resto e' stata una passeggiata lungo il tortuoso circuito, con piloti fortunati ed altri no, con lo svedese che ha compiuto il giro piu veloce senza riuscire ad acchiappare il brasiliano, il pescarese Jarno Trulli sesto, mentre il romano Giancarlo Fisichella si e' accontentato del nono posto dopo una gara sostenuta.
Buona parte dei presenti, circa 15 giorni or sono aveva assistito alla 500 miglia dei milioni, che i 33 concorrenti si son suddivisi, pagando un biglietto di tribuna anche 350 dollari.
E cosi', con critiche, commenti, proposte e contratti, l'ottavo G.P. di Indianapolis e' stato archiviato.
Indiscusso, come detto, il successo raccolto sin dalla vigilia, dal pilota inglese di colore Lewis Hamilton.





SCHUMACHER NON AMA L'OVALE

L'indomani del suo arrivo a Indy, Bernie Eccleston sarcasticamente affermava:«Nelle strade principali invece di trovare manifesti inneggianti alla “Uno” abbiamo trovato grossi teloni con la scritta “INDY 500”. Non c'e' molto da dire dell'accoglienza».
Che dire di Ralf Schumacher che si e' sfogato accusando l'ovale che non si addice alla F.1.
«Odio l'ovale e derido chi lo porta alle stelle» ha detto il fratellino di Michael che Forbes magazine (la Bibbia della finanza) pone al 32° posto tra i cento piu' famosi e ricchi sportivi del mondo. Raikkonen appare 43°.
Eppure c'erano volti e nomi nuovi per i fans Usa, come Hamilton, Rosberg Kubica, il pilota della BMW feritosi, per fortuna non gravemente nell'incidente di Montreal, lanciato a 185 miglia l'ora, e sostituito per ordine del dottore dal tedesco Sebastian Vettell.
Kubica ha detto subito di sentirsi bene e che, quanto prima, tornera' a correre.«Debbo tutto alla Hans Device, altrimenti oggi canterebbero il requiem per me».
Gia' la Hans Device, il collare in fibra di carbonio “inventato” dai dirigenti della Cart, prontamente adottata dalla Nascar, quindi dalle altre categorie ed ora anche dalla Formula uno.
Senza quella protezione, Kubica avrebbe certamente riportato la frattura delle scapole, della noce del collo, ed una immancabile contusione cerebrale.


 


GEORGE , ECCLESTONE E INDY

Due amigos: Tony e Berny affilano il linguaggio contrattuale.. Infatti sin dall'arrivo a Indy del Supremo, sono iniziate le trattative per il rinnovo del contratto che scade a fine 2007.
Il 76enne inglese ha subito detto di essere certo che le trattative saranno dure, difficili per tutti, specie
per i fans.
«Debbo altresi' ammettere che Indy chiede la corsa, che anche noi la vogliamo, ma non e' vitale». Da piu' parti giungono richieste con offerte sostanziose, mentre gli Usa non hanno sponsors impegnati nella F.1, non hanno un team partecipante ed un solo pilota (Speed).
L'India, pur non avendo firmato contratti, parla di ricche corse a partire dal 2009 offrendo somme miraggio.
La maggioranza dei team concorrenti ha respinto il pensiero del Capo, affermando che «il G.P. degli Stati Uniti e' il piu' importante di tutto il campionato, se si tiene conto che le Marche fanno affari colossali in questo Paese».
Tony George e' sulle spine, e quanto prima dovra' concludere col Bernie il quale si accontenta (?) di soli 10 milioni, (contro i 35 di Siviglia).
Ma il patron del famoso speedway ha fatto i conti giusti? I 200 mila e passa spettatori non erano presenti questa volta e le incertezze sussistono in vari settori.
Un organizzatore di gare americane aggiunge:«la formula iridata non sempre offre spettacoli.... spettacolari, e sovente ci propina show che invitano al pisolino come la formula Irl. In America, purtroppo, la F.1 non attecchisce, e questo George lo sa. E' un po' come il calcio. Ci ricordiamo che esiste il pallone soltanto quando si avvicina il campionato mondiale. Ed e' troppo tardi»

Lino Manocchia 18/06/2007 8.35