GP di Portland, suspense e vittoria di Bourdais

Alessandro Biancardi

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PORTLAND. La magnifica città dell'Oregon che si adagia sulle sponde del Pacifico, e' per antonomasia, un serbatoio meteorologico che rovescia acqua in continuazione. E, ogni volta che l'organizzazione locale” Joe” allestisce la gara Champ car in concomitanza con la settimana delle rose... piove.
Venerdi il dio “Meteo” ha permesso lo svolgimento della prima qualifica che ha visto l'inglese Justin Wilson issarsi in pole, dinanzi a Robert Doombos del team Minardi Usa, ed il tre volte campione della serie Sebastian Bourdais con una manciata di rookie (Gommendy,Pagenaud, Power, Graham e Clark) raggruppato tra i primi dieci.
Paul Tracy, feritosi in un incidente a Long Beach, dopo due mesi di riposo e' salito sulla Indec bianco azzurra e con le gomme fredde è finito, non “clamorosamente” come qualcuno ha scritto, contro la protezione.
Di conseguenza Tracy ha dovuto usare il muletto che ha prontamente prospettato noie al sistema elettrico tenendo fermo il pilota per quasi tutta la prova di qualifica.
La seconda qualifica e' stata una conferma di coraggio dei concorrenti divenuti dei veri idrovolanti. La media soffocata dalla pioggia impietosa, non ha subito sussulti e,di conseguenza, le posizioni della prima prova restano immutate.

LA CORSA

Con determinazione, esperienza e guida magistrale, il francese Sebastian Bourdais, alla guida di una macchina mostruosa, registra nel suo palmares anche il G.P. di Portland.
Significativo il commento a fine gara di Paul Newman:«Quel ragazzo e' un fenomeno, ha il piede pesante, e' una rarità».
Il tre volte campione della Champ car riassume così il movimentato week end dell'Oregon:«Sino a ieri sognavo soggetti oscuri,che oggi si son tramutati in dolce realtà».
Ed i fatti gli danno ragione.
La partenza da fermi che il francesismo aveva criticato definedola pericolosa, elettrizzava un po' tutti. Era la prima volta e forse la si ripeterà in altre piste.
Dalla pole position Justin Wilson saettava lasciando tutti in suspense.
Doombos, Power, Bourdais e Tagliani sembravano incapaci di avvicinarsi all'inglese che in una ventina di giri otteneva 12” di vantaggio.
Sembrava quasi che Wilson non appartenesse a quella gara, tanta la superiorita' rispetto agli altri concorrenti.
Dopo 25 passate Paul Tracy, questa volta in netta inspiegabile crisi meccanica, viene doppiato. Bourdais deve sostenere gli spunti del grintoso australiano Power .
Questa musica prosegue sino al 58mo giro.
Bourdais dopo il rifornimento, rientra prima di Wilson, lo tallona per un paio di giri.
Poi con uno straordinario ritorno di fiamma, quando ormai la performance di Sebastian era dipinta in fase calante, preme il “Push to pass” e manda in fumo tutto il ben fare dell' inglese che non riuscirà piu' a riguadagnare il comando.
La sfida però si trasferisce nelle retrovie.

 


Tracy contiene la tenacia del l'olandese Yan Heylen, e conclude decimo, seguito dal compagno di squadra Oriol Servia, Graham Rahal; dall'ottava piazza tenta il sorpassso su Clark che blocca maldestrente, quindi esce sul prato, ma rientra in gara.
I rookie sono protagonisti di coraggiosi spunti che rendono piu' avvincente la corsa, mentre il “leader” accumula sempre piu' secondi, sino a 13” che rappresenta il distacco finale su Wilson.
E' stata una corsa lineare,combattuta, ricca di occasioni, che pone fuori discussione la caratura di fuoriclasse di Bourdais, gioiello del team, Newman/Haas, degno di festeggiare oggi, cento vittorie, e non solo nella Champ car.

Lino Manocchia - Ssnphoto.Com

11/06/2007 11.17