Ora manca 1,4 mln di euro per l'iscrizione in C1 del Pescara

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Pincione ha versato nel corso dell'ultima assemblea di Pescara 70 la propria quota parte di 500mila euro. Di Giacomo, Renzetti e Papa, che non hanno effettuato il versamento, risultano tuttora morosi. Per entrambi il termine massimo per poter immettere nelle casse di Pescara 70 i propri decimi riguardo la ricapitalizzazione del club è fissato per l'otto giugno prossimo.
Pincione -e chi dei soci morosi verserà la propria quota parte- avranno tempo fino al 18 giugno, invece, per pagare tutte le pendenze Iva, Irpef ed ottenere inoltre le liberatorie dei calciatori per l'iscrizione al prossimo campionato di serie C1.
Se l'attuale proprietà non dovesse effettuare il pagamento entro tale data, toccherà ad altri tentare di salvare la Pescara calcio dal fallimento.
Il termine perentorio è il 27 di giugno, quando ovvero la Covisoc si pronuncerà sui bilanci delle società di calcio professionistiche.
Chi non sarà in regola, naturalmente non otterrà il nulla osta riguardo l'iscrizione al prossimo torneo.
Il debito, ad ogni modo, risulta inferiore a quanto creduto fino ad oggi. Ammonterebbe infatti a soli un milione e 200mila euro, ai quali va aggiunta una fidejussione di 207mila euro per l'iscrizione al campionato di serie C1.
Per quanto concerne invece il probabile coinvolgimento diretto o in seconda persona del presidente della Lazio Claudio Lotito nella salvezza del club, l'attuale patron pescarese è categorico: «non esiste nessun accordo con Lotito e mai ci sarà. Sono voci create ad arte da chi vuole solo danneggiarmi. La mia intenzione resta quella di fare un grande Pescara».
Parole di Pincione a parte, Lotito avrebbe già preso visione dei debiti del club.
Il presidente laziale ha inoltre parlato sia con il prefetto di Pescara sia con il sindaco Luciano D'Alfonso.
Se Pincione non riuscisse a saldare le pendenze del sodalizio di via Mazzarino, Lotito sarebbe pronto al salvataggio ma il tutto resta ancora da verificare. Sono forti infatti gli attriti da parte della tifoseria pescarese riguardo l'eventuale ingresso in società dell'imprenditore romano.

LA MANIFESTAZIONE DI VENERDI'

Si è svolta venerdì mattina nella sede del Comune di Pescara l'attesa manifestazione pacifica organizzata dai Pescara Rangers.
Il principale gruppo di tifosi organizzati della Nord ha interrotto il consiglio comunale per protestare contro l'immobilismo dell'amministrazione comunale nei confronti della Pescara calcio.
Stefano Caravaggio, uno degli esponenti dei Rangers, ha marcato tra l'altro il fatto che il prossimo anno la squadra debba giocare a Pescara, in quanto in tutte le altre città i lavori di adeguamento dello stadio sono sempre stati fatti a settore.
Il sindaco Luciano D'Alfonso, parlando ai circa 300 sostenitori del delfino presenti nell'aula comunale, ha risposto su stadio e Pescara calcio: «ho preso atto delle questioni che mi ponete. Riguardo lo stadio è di competenza dell'amministrazione comunale e quindi anche mia. La forza economica della Pescara calcio, al contrario, non vede la competenza del comune in prima fila».
Su quest'ultima espressione, ovviamente delusi, i tifosi biancazzurri hanno abbandonato l'aula mentre il sindaco, infastidito, terminava il suo intervento: «se volete che io risponda lo faccio, ma se volete invece che con una battuta guadagni l'applauso, allora no».
Tramite un comunicato diffuso nel pomeriggio di venerdì, poi, lo stesso primo cittadino pescarese ha precisato: «per quanto riguarda lo stadio continueremo a porre in atto ogni iniziativa istituzionale utile e consentita per continuare il pieno utilizzo in sicurezza dell'impianto pescarese nel rispetto della normativa vigente. Abbiamo voluto con forza che fossero destinati 10 milioni di euro destinati alla ristrutturazione dello stadio Adriatico. Il progetto esecutivo appaltabile elaborato dalla nostra struttura tecnica, sarà approvato entro il 15 giugno prossimo. Con tale intervento lo stadio sarà straordinariamente potenziato e valorizzato. Faremo per intero la nostra parte, pur consapevoli che non tutto dipende da noi».
Continua Luciano D'Alfonso: «in tutti questi anni ho sempre svolto una paziente e costante opera di stimolazione dei principali organi economici della città e del territorio, per ottenere il loro coinvolgimento nel sostegno finanziario e nel rilancio della squadra. Mi impegno a continuare ad operare nel silenzio senza clamori mediatici».

Andrea Sacchini 04/06/2007 9.06