Franchitti vince una 500 miglia a doppio taglio

Alessandro Biancardi

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Franchitti vince una 500 miglia a doppio taglio
INDIANAPOLIS. E piovve. Sembra quasi una tradizione che si tramanda da 91 anni. E alle 6 del mattino, quando il colpo di cannone indica l'apertura dei cancelli dello speedway, il colossale
impianto vuoto sembrava lacrimare con i rovesci di pioggia.
Ma due ora prima del via, sul volto di patron Tony George e migliaia di spettatori e' tornato il sorriso. Tuttavia le previsioni parlavano di un violento nubifragio prima della fine della corsa.
E il bollettino meteorologico si avverera', quando a meta' gara, dal west, sopraggiungevano la pioggia ed il vento.
Per regolamento, a Indy la pioggia e' nemica degli ovali pertanto la bandiera rossa veniva esposta mentre Marco Andretti, Tony Kanaan e Danica Patrick ripartivano dopo il quinto incidente.
Si e' vista subito la netta superiorita' dei team Penske, Ganassi e Andretti con Tony Kanaan e Helio Castroneves al comando, inseguiti da Dario Franchitti,Weldon e Dixon.
Una sequenza noiosa di incidenti al pit, con meccanico in ospedale, bocchettoni e valvole dell'Ethanolo mal funzionanti, che relegavano i poulain di Penske, mentre nelle retrovie, John Andretti tornato dopo 13 anni di assenza, Phil Giebler, e Milka Duno si schiacciavano contro il muro.
La venezuelana, puo' dirsi fortunata.
In curva finiva sul bordo erboso della pista, quindi carambolava verso il muro urtandolo frontalmente.
A questo aggiungete i rifornimenti sfasati e spesso troverete un pilota che oggi tutto sperava tranne che trovarsi tra i primi, sia pure per qualche giro.
Il giovane Marco Andretti ha mostrato grinta e decisione, ma difetta, si capisce, di esperienza negli ovali, eppure si e' trovato spesso nelle prime file in lotta con Kanaan o Castroneves anch'egli finito in coda per la valvola del carburante, distacco che recuperera' in parte, mentre puo' dirsi fortunato di non essersi urtato col compagno di squadra Hornish all'uscita di un rifornimento.
Gia' i rifornimenti.! Ne sanno qualcosa i drivers di Chip Ganassi che hanno saggiato il dolce trovandosi in testa, ma retrocessi dai rifornimenti che usualmente la tecnica del team Target renda positivi.
Cinque luci gialle hanno innervosito i concorrenti i quali hanno finito per creare confusione e contrattempi come quello di John Andretti che faceva sciupare tempo prezioso per aver perso lo specchietto laterale.
Certo che la 91ma edizione di Indy verra' ricordata per aver offerto soltanto 114dei 200 giri per la pioggia guastafesta, per la confusione ai pit e per l'insolito piazzamento non gradito da Marco Andretti, il quale, piazzatosi secondo anche lo scorso anno, commentava:«A Indy si viene per vincere, le altre posizioni non contano».
Questa la sintesi del primo Atto.

VINCE UN ITALO SCOZZESE

Tre lunghe snervanti ore di attesa per consentire ad una carovana di furgoni di asciugare il fondo dello speedway.Volti imbronciati, altri sorridenti dei piloti, alcuni dei quali gia' assaporavano il dolce della vittoria.
Alle 18, col cielo sempre in vena di pioggia, i reduci della prima “passata” si allineano e prendono il secondo via. Questa volta, pero', la macchina di Castroneves parte regolarmente a differenza della prima volta, fermo col motore, prima ancora di iniziare la gara.
Il gran gala' finale vede protagonisti ancora Kanaan, seguito dalla Patrick e Marco Andretti, ma ben presto ambedue cedono di fronte alla decisa azione di Kanaan,Hornish e Franchitti.
Il primo rifornimento
mescola le posizioni, si gira con fase alterne sino a 40 giri dalla fine, quando compiuto l'ultimo pieno, Kanaan tenta la rimonta dalla 17ma piazza.
Wheldon viene toccato e costretto a rallentare perdendo la chance di arrivare in zona salvezza e Dario Franchitti che si era tenuto con i primi cinque, in virtu' del rifornimento “sfasato” si ritrova secondo e quindi primo.
Nelle retrovie Kanaan per evitare un botto con un avversario, svirgola, col rischio di essere investito, salva la macchina ma perde la corsa.
Il thrill finale, col batticuore. lo concedono Buddy Lazier e Marco Andretti.
Il primo graffia rabbiosamente il muro, il ventenne di casa Andretti prende il volo, capotta due volte e finisce sul prato di fianco.Passato lo spavento, Marco scende dalla malridotta macchina e saluta la folla.
«Questa volta sono stato fortunato» dice col sorriso a mezz'asta.
Risultato: I team Andrett/Green,Ganassi e Penske si dividono le poltrone d'onore con i piloti Franchitti, Dixon e Castroneves, seguiti a distanza da Hornish, Briscoe, Sharp, Scheckter e Patrick mentre la pioggia giunta in tempo, anche questa volta, sigilla la piu' stramba manifestazione mai registrata a Indy, conclusasi alla 166ma tornata.
E' questa la seconda volta che un pilota scozzese (italiano) vince la mitica 500 miglia, nella Cattedrale della velocita',al pari del “Flyng Scotish” (Jimmy Clark). 42 anni fa.
La pioggia battente lava le lacrime di gioia e soddisfazione di Dario che ha ottenuto il successo con grinta, decisione, ed esperienza.

LINO MANOCCHIA - SSNphoto.com
28/05/2007 9.38