Max Pincione rilancia. In arrivo nuove garanzie per l'iscrizione del Pescara?

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Max Pincione, malgrado non tornerà a Pescara prima della prossima settimana, rilancia ed assicura per l'ennesima volta il suo massimo impegno per la Pescara calcio.
Questa volta, però, le assicurazioni si mischiano ad una sorta di ultimatum.
Ci sarebbero nuove garanzie e nel caso anche queste non dovessero essere accolte allora Pincione, a detta dello stesso, getterebbe la spugna a vantaggio di chi volesse salvare il club adriatico dal fallimento.
Questa volta le garanzie per l'iscrizione dei biancazzurri al prossimo campionato di C1 verrebbero direttamente dall'Arabia, facilitate con tutta probabilità da sua altezza reale il principe Alsaud.
A questo punto la pista araba, se dovesse essere confermata, rappresenterebbe l'ultima spiaggia per il delfino, a meno naturalmente di improvvisi eventuali colpi di scena, sempre dietro l'angolo.
Le nuove garanzie dovrebbero essere presentate e valutate nelle prossime ore o tuttalpiù nei prossimi giorni.
Pincione, ad ogni modo, precisa il tutto: «la prossima settimana dovrei tornare a Pescara e porterò i soldi. Se non dovessi venire, il denaro arriverà comunque. Stiamo preparando una maxi-garanzia bancaria di alcuni milioni di euro e spero che la Caripe la accetti. In caso contrario sono pronto a farmi da parte se qualcuno potrà immettere in società denaro fresco indispensabile alla sopravvivenza della Pescara calcio. Le nostre garanzie, ad ogni modo, dovrebbero giungere nelle prossime ore o al massimo nei prossimi giorni».
Riguardo una sua possibile resa, l'imprenditore italo-americano è categorico: «chiunque voglia aiutare questa società venga pure. Se queste ultime garanzie non dovessero essere accettate, valuterei l'eventualità di abbandonare. Sono pronto a cedere la Pescara calcio gratuitamente a chi vorrà immettere ingenti capitali nel club».
Pincione, ad ogni modo, conferma tutte le accuse mosse all'indirizzo dell'imprenditoria locale, all'amministrazione cittadina e a tutte quelle componenti che fanno parte dell'ambiente pescarese: «è innegabile che non mi lasciano lavorare. Nessuno investe grandi cifre se non gli viene concesso il diritto di lavorare. Il pignoramento, la chiusura di un conto corrente presso la banca e tanto altro sono più che semplici segnali. Il sindaco inoltre non mi considera per niente per la salvezza della Pescara calcio. Malgrado io sia il presidente non vengo mai chiamato in causa».

Nel frattempo l'azionista di minoranza del sodalizio di via Mazzarino, il vicepresidente Claudio Di Giacomo, prosegue la sua "campagna anti-Pincione": «mi sono stancato del comportamento di Pincione. Sono mesi che va avanti la stessa storia e cerca di prendere tempo ma ora le scadenze sono sempre più vicine. Anche se dovesse presentarsi con ulteriori 500mila euro, i problemi non si risolverebbero in quanto occorrono investimenti ben più cospicui. Se non è in grado o non vuole salvare il Pescara è arrivato il momento giusto di farsi da parte e lasciare ad altri la difficile impresa di salvare il club. Nel fine settimana sarò a Pescara e convocherò nella mia azienda a Collecorvino, una conferenza stampa in cui spiegherò per filo e per segno tutti i lati oscuri di questa vicenda. Sono davvero stufo di tutto».

Andrea Sacchini 25/05/2007