L’Aquila si prepara al sessantesimo compleanno della Corale Gran Sasso

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Si terrà  a L’Aquila, il 25 settembre prossimo  presso l’Auditorium “Gen. S. Florio” della scuola ispettori e sovrintendenti della Guardia di Finanza lo spettacolo di celebrazione per il sessantesimo anno dalla fondazione “La Corale Gran Sasso”.

Un evento che, patrocinato dal Comune, non solo intende dare lustro alla corale ma vuole anche rilanciare l’attività svolta dalla fondazione dal 1951 sino ad oggi e che ha eseguito nel corso degli anni  importanti pagine di repertorio musicale, da Mozart, Cimarosa a Verdi.

In occasione del suo compleanno, la Corale intonerà il brano “Te vojio reveté”, meglio conosciuto come “ L’Aquila, bella me” (che è anche il titolo dell’ultimo lavoro discografico della fondazione  pubblicato a giugno scorso).

Saranno presenti la Corale “G. Verdi” di Teramo, le formazioni aquilane Corale Novantanove e Coro della Portella, legate da uno storico legame artistico e affettivo con la Corale Gran Sasso (con la prima si formò l’esperienza del coro città de L’Aquila per l’esecuzione di pagine del repertorio sinfonico-corale con l’orchestra sinfonica Abruzzese, la seconda per essere nata da una parte della sua sezione maschile). Nel corso della serata(corredata da  video e tanti ricordi) oltre a brani di polifonia e di folklore, si esibiranno anche  tutti i  cantori della Corale, chiamati a cantare insieme sotto la guida  del maestro Carlo Mantini.

«Un traguardo di attività ininterrotta», dicono i membri della Corale, «che poche associazioni  italiane possono vantare, che pone la Corale Gran Sasso fra le più importanti realtà dell’intera regione Abruzzo, patrimonio della città de L’Aquila, da difendere e custodire. E’ per questo che rivolgiamo un appello alla politica ma soprattutto a quegli amministratori regionali che pur gestendo fondi europei per il recupero sociale, non si rendono conto che l’importanza di un coro, oltre che musicale, di qualità e di rappresentanza di un territorio, è soprattutto quella di essere strumento di aggregazione sociale, fondamentale in questa fase post sisma. Speriamo che altri 60 anni, ed altri ancora, possano essere festeggiati in futuro».

 22/09/2011 9.00