''Le storie infinite'' ingaggiano un altro magistrato e sbarcano all'ex Aurum

Alessandro Biancardi

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''Le storie infinite'' ingaggiano un altro magistrato e sbarcano all'ex Aurum

PESCARA. ''Le storie infinite'', la band del pm Gennaro Varone che da mesi si esibisce per scopi benefici, mercoledì suonerà all'ex Aurum.

E sarà anche il debutto per tre nuovi elementi del gruppo: un altro magistrato, il giudice Massimo De Cesare che imbraccia la chitarra elettrica («è impossibile farlo smettere quando comincia»), una cantante e attrice professionista, Vanessa Marrama e una corista, Chiara D'Emilio.

Con loro i già collaudati Gennaro Varone (pm nella vita di tutti i giorni ma sul palco front man del gruppo con chitarra e voce), la figlia Maria Michela Varone, studentessa di 15 anni, (tastiere), il professore Giuseppe Renzetti (basso) e il giornalista Fabrizio Santamaita (batteria e percussioni)

Ieri la presentazione ufficiale del concerto alla libreria Feltrinelli, incontro moderato dalla giornalista Mila Cantagallo che presenterà anche il concerto di domani sera.

Sembrano lontani i mesi in cui il progetto era solo un'idea astratta e pian piano è cresciuto dopo ore e ore di prove e debutti in sordina, come il concerto di Roseto che ha riscosso un successo inaspettato anche per la curiosità di vedere il pm “terribile” sul palco a cantare.

Il messaggio delle loro iniziative?

«Occhi aperti e rifiuto dell'indifferenza. Siamo noi i custodi della libertà che è sempre in pericolo».

La band ha infatti spiegato che alla base di tutto c'è la loro passione per la musica legata all’esigenza di lanciare messaggi importanti, di accendere un riflettore su quello che succede nel mondo, il rispetto della legalità e della libertà contro ogni tipo di sopruso.

«Il gruppo», ha raccontato Santamaita, «è nato dopo una chattata notturna su Facebook tra me e Gennaro». Batterista e chitarrista si sono messi così alla ricerca degli altri elementi.

Per le tastiere il pm ha chiesto a sua figlia che da anni studia pianoforte. «Mi ha praticamente supplicata fino a che non ce l'ho fatta più e ho accettato», ha raccontato. «Ero spaventata all’inizio perché suonare davanti a molta gente fa un certo effetto, ma ora sono tranquilla». «E' incredibile come sia riuscita ad inserirsi in un gruppo di persone molto più grandi di lei, è stato tutto molto naturale», ha ammesso Santamaita. «C'era mio padre e mi sono sentita protetta», ha chiuso la studentessa.

Poi è arrivato il professor Renzetti, il più timido del gruppo. «Fare tutto questo mi rende felice», ha detto ieri alla presentazione dello spettacolo, «è bello anche vedere la reazione dei miei alunni. E’ bello poter dialogare con il pubblico e parlare con loro sensibilizzandolo su temi che riteniamo importanti. Ce n’è davvero bisogno anche perché i tempi sono cambiati. Ai miei tempi in gita scolastica si cercavano i modi per stare insieme e si portava la chitarra per cantare, oggi invece tutti sono isolati con i loro ipod».

Qualche mese fa sono poi arrivati i nuovi elementi e anche il giudice De Cesare, quest’ultimo impegnato tra l’altro nel maxi processo sulla sanità come giudice a latere.

E proprio la presenza dei due magistrati è uno degli elementi che fa più curiosità. Polemiche per questa vostra nuova veste?

«Sfruttiamo la nostra notorietà per raccogliere fondi», ha chiosato De Cesare. «Mai nessuno scherno», ha ammesso Varone, «o forse solo da quelli invidiosi perchè io suono e loro no».

«Non credo ci sia nulla di strano nel vedere due magistrati che suonano», ha detto De Cesare, «anche a Teramo c’è un collega che lo fa, così come a Firenze. Poi sono molti i magistrati che scrivono libri; noi invece suoniamo e lo facciamo per un nobile fine».

I sette non pongono limiti alla provvidenza: sono a proprio agio durante le esibizioni e non smettono di sognare.

«Se devo sognare sogno l'impossibile», ha assicurato Varone che spera di trovarsi di fronte sempre «un pubblico più ampio» magari in concerti in spazi aperti e magari in una tournée per la presentazione del loro ipotetico primo disco.

«Il collante che tiene unita la band», ha spiegato Santamaita, «è il divertimento. Non lo abbiamo mai perso di vista. Ci piace suonare e provare, ci piace vedere l’effetto che fa la nostra musica sul pubblico».

Intanto mercoledì (ore 21.30) si suona per raccogliere fondi per il pronto soccorso pediatrico di Pescara, un progetto dell'associazione ''Due ali per Pescara'' che al momento copre già le spese per un medico e un infermiere 12 ore al giorno. «Con il nostro concerto», ha spiegato la band, «puntiamo a raccogliere fondi per estendere l'orario e fare in modo che tutti i bambini che passano dal pronto soccorso abbiano la stessa possibilità di essere curati e non solo quelli che arrivano dalle 8 alle 20».

Nel repertorio cover di James Taylor, Barbarossa, De Andrè, De Crescenzo, Bennato, Caputo.

Ma anche alcuni inediti scritti da Varone («le mie canzoni mi piacciono tutte») come una ballata country «dedicata a chi vive in modo rinunciatario», o un dialogo con Dio: «è un testo laico», ha assicurato il pm. E poi altre canzoni con temi sociali tra cui spicca “sembra l’Italia” un testo che descrive un paese che “sembra” il nostro, ed infatti lo è, che parla degli Italiani e del loro porsi nel confronto dei temi sociali e importanti come la politica o le pratiche “comuni” come l’omertà o il clientelismo o il restare a guardare inerti senza assumersi le proprie responsabilità e dire la propria, anche se costa fatica e comporta conseguenze.

«Per la giustizia ideale», recita un verso della canzone, «muoiano solo gli eroi, non come noi che siamo in Italia. Gloria e onore ai caduti ma noi si resta seduti… evviva l’Italia. Tutti divisi su un nome ma a nessuno importa del “come” ed hanno un padrone… sembra l’Italia». Ed ancora: «sette: non devi rubare: è per i ladri del supermercato, per gli altri non vale…»

In caso di pioggia il concerto si terrà all'auditorium De Cecco.

a.l. 05/07/2011 10.03

 * IL DEBUTTO