A Silvi marina Lu Ciancialone: tradizione popolare tra leggenda e simbolo

Alessandro Biancardi

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A Silvi marina Lu Ciancialone: tradizione popolare tra leggenda e simbolo
 

 

SILVI MARINA.Si chiama lu Ciancialone ed è una tipica manifestazione della città di Silvi Marina, che si svolge annualmente l’ultima domenica del mese di maggio.

Ed anche quest’anno come da tradizione la cittadina abruzzese ha visto i suoi cittadini riversarsi nella frazione di Silvi Paese, per festeggiare lu ciancialone, festa in onore sia del patrono San Leone che al ricordo di un episodio accaduto durante una delle tante invasioni turche in Adriatico.

Dopo aver fatto incetta di canne, il giorno della festa i giovani le trascinano fino alla piazza, davanti alla chiesa di S. Salvatore trasportandole sia a spalla che trainando, tra i molti incitamenti da parte dei presenti ai lati della strada.

Giunti in piazza comincia il rituale che consiste nell’assemblare le canne fino a formare un lungo tubo che può arrivare anche a 10 metri di lunghezza e deve essere bilanciato con funi contrapposte, perché ogni sbandamento può essere fatale anche per l’incolumità degli operatori.

Una volta issato e ancorato, un giovane sale in cima e dà fuoco. E attorno a questa pira fiammante, la folla baldanzosa si scatena cantando e ballando, fino a quando il falò detto lu ciancialone non si è completamente spento.

Un rito, questo, che affonda le sue radici nel XIV secolo. Una leggenda narra che all'epoca i Turchi sbarcarono nel porticciolo del Cerrano (l'antico porto di Atri e Silvi) e, dopo avere saccheggiato tutto quello che di utile c'era, si diressero verso la città Silvi.

Mentre la popolazione si preparava a difendersi, si narra di un giovane, di nome Leone scese, che scese dalla collina con una fiaccola in mano e li affrontò. Più correva e più la fiaccola emanava una luce sempre più intensa ed incandescente, tanto che gli invasori credettero che un intero esercito fosse lì ad aspettarli. Per paura di perdere il bottino già conquistato, si ritirarono.

Perciò una volta scongiurato il pericolo tutta la città festeggiò il coraggio del giovane Leone, proclamandolo eroe cittadino.

Ma, oltre ad essere simbolo della cacciata dei Turchi e oltre ad evocare il coraggio del leggendario Leone, lu ciancialone è anche un fuoco solstiziale e propiziatorio che si lega ai riti di purificazione praticati nelle campagne e davanti alle chiese per ballarvi intorno.

Un rituale, quello praticato dai contadini, che basandosi sull’identificazione del sole con Dio, mirava a celebrare i ritmi vitali della natura in stretto contatto con i mutamenti della potenza solare, e a pregare Dio che proteggesse la raccolta, la semina e le attività agrarie.

 Marirosa Barbieri 30/05/2011 14.00

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