CINEMA

Ambo, dal 4 dicembre al cinema l’opera prima del regista abruzzese Pierluigi Di Lallo

Protagonisti Serena Autieri e Adriano Giannini

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

4191

Ambo, dal 4 dicembre al cinema l’opera prima del regista abruzzese Pierluigi Di Lallo



ABRUZZO. Pierluigi Di Lallo, abruzzese doc originario di Rocca San Giovanni, è il regista del film Ambo in uscita il 4 dicembre con Serena Autieri, Adriano Giannini, Maurizio Mattioli e Riccardo Graziosi.
Di Lallo ha iniziato giovanissimo con il teatro con un piccolo ruolo ne La vita di Petrolini di Fiorenzo Fiorentini. Negli anni, affascinato dalla scrittura, si è avvicinato alla comicità, curando anche la regia nello spettacolo comico Due e mezzo… e sto e Fratelli d’Italia al Teatro Parioli di Roma.
Da quel momento, ha intrapreso un percorso artistico individuale, curando sia i testi che la regia dei suoi spettacoli. Parallelamente all’attività teatrale, si è avvicinato al cinema come attore, iniziando con Teste rasate per la regia di Claudio Fracasso, fino all’ultimo film Niente può fermarci. Negli stessi anni ha recitato in alcune fiction televisive come Benvenuti al centro commerciale, per la regia di Paolo Costella in onda su Canale5, e Squadra molto speciale, per la regia di Enzo Salvi in onda su Italia1.

Infine, ha proseguito con la regia grazie al cortometraggio Punti di vista, che ha anche scritto e diretto. Ambo è la sua opera prima e racconta la storia di una famiglia felice che vive ad Atessa composta dai genitori Giulio (Adriano Giannini) e Veronica (Serena Autieri) e dal piccolo Marzio (Marzio Romano Falcione). La coppia desidera tanto avere un altro figlio che però stenta ad arrivare. Tutto sembra tranquillo, fino a quando Giulio inizia a dubitare che Marzio sia veramente suo figlio. Veronica non riesce a comprendere il cambiamento di umore del marito, che all'improvviso sembra un’altra persona. Per fortuna, a pensare al bambino c'è il simpatico barbiere del paese Nando (Maurizio Mattioli), mentre Lucrezia (Sara Putignano), cerca di aiutare sua sorella Veronica ad affrontare le inspiegabili incomprensioni con il marito.
Perché andare a vedere questo film? «Perché mi interessava far vedere e capire», spiega Di Lallo, «cosa potrebbe fare un uomo, e quali sono i suoi pensieri, i suoi stati d’animo e le sue azioni di fronte alla notizia “Sei sterile e non puoi avere dei figli”, quando invece lui un figlio ce l’ha. Ho trovato interessante raccontare la storia di un uomo che si trova in una situazione del genere, avendo scoperto che il figlio che crede essere suo forse non lo è. Un uomo in balia dei suoi sentimenti, diventati ormai ingestibili. Il film tenta di far capire l'importanza e la profondità del rapporto tra un padre e un figlio, che deve sempre superare, come avviene in questo caso, qualsiasi ostacolo. Per raccontare tutto questo, è stata sviluppata una brillante commedia che, attraverso una serie di divertenti equivoci e malintesi, mette in luce il problema della sterilità e le conseguenze che può provocare all'interno di una coppia».

Gran parte del film è stato girato in Abruzzo, anche con attori locali, utilizzando location non ancora note agli spettatori cinematografici. Tecnicamente il film è stato girato in digitale con una troupe standard, con l’utilizzo di attrezzature e mezzi idonei a ridurre l’impatto ambientale.
«Ho accettato di fare questo film perché solleva tematiche prioritarie del nostro tempo», come il problema racconta invece la protagonista femminile, Serena Autieri, «si parla della sterilità e, in una dimensione più allargata, quello della genitorialità, ma sempre in chiave ironica e con il sorriso. Tematiche troppo spesso taciute, oggi al centro di un dibattito epocale, che con ogni probabilità sposterà i confini dei concetti di coppia, di figlio, di genitore. Anche se quello del film è un messaggio leggero in tinte pastello, credo possa avere un valore perché facilmente veicolabile a tutti».
«Giulio», spiega invece Adriano Giannini, «il personaggio che interpreto nel film Ambo, sostiene il lungo percorso emotivo che ogni uomo dovrebbe affrontare in un rapporto di coppia. Attraverso un registro lieve e spensierato, a tratti comico, ripercorro l’esperienza di un uomo alle prese con l’ossessione del tradimento, scontrandomi con quelle radici culturali che condizionano le relazioni tra i sessi, al punto da mettere in discussione i valori della paternità».