MUSICA

Gli ex ‘Storie infinite’ si danno Diesis in condotta

Dalla scissione della band del pm una nuova opportunità per fare beneficenza

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La band

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PESCARA. Suonare per la voglia di divertirsi, divertire e fare solidarietà, senza prendersi troppo sul serio.

Nascono con questo intento i Diesis in condotta, che si avvicinano al loro debutto a Sulmona per il primo concerto di beneficenza in programma sabato 26 maggio alle ore 21 al cinema Pacifico (incasso devoluto alla Croce Rossa). La nuova formazione si esibirà poi giovedì 21 giugno alle ore 21,30 all’Aurum di Pescara per l’associazione “Due ali per Pescara” che utilizzerà i proventi della serata per far funzionare il Pronto Soccorso Pediatrico dell’ospedale civile.
La band nasce dopo la rottura con le ‘Storie infinite’, gruppo noto per la presenza del pm Gennaro Varone, abbandonato nel gennaio scorso dal giornalista Fabrizio Santamaita, dal prof Giuseppe Renzetti e dal magistrato Massimo De Cesare, giudice a latere nel processo “Sanitopoli”. Ma sul passato i componenti del nuovo gruppo glissano, preferendo guardare al futuro e alle numerose idee da concretizzare. Una su tutte: fare da band ufficiale del Festival del cortometraggio “Settimo Senso” che si terrà dal 31 agosto al 2 settembre all’Aurum di Pescara. «Una sfida impegnativa» spiegano «perché non si tratterà di allestire il classico concerto dal vivo ma di creare dei momenti musicali lungo tutto l’arco della manifestazione».
I Diesis in condotta sono: Barbara Pozzoli, voce; Francesco Rigon, chitarra; Alessandro Di Fabio, tastiere; Massimo De Cesare, chitarra; Giuseppe Renzetti, basso; Fabrizio Santamaita, batteria. Il repertorio – che essi definiscono «in continua evoluzione» – è variegato e parte dagli anni ‘60 per arrivare ai giorni nostri, passando da Mina ad Adele attraverso John Lennon e i Police.
Le novità del gruppo sono proprio i giovani, neanche trentenni. Barbara Pozzoli ha alle spalle una lunga gavetta nei locali e nelle piazze, Francesco Rigon si è fatto notare come compositore di colonne sonore e ha ottenuto una nomination ai recenti David di Donatello per la colonna sonora del film Scialla, di cui è co-autore.


Poco prima delle prove, in un capannone che funge da magazzino, provano a spiegare il perchè del loro impegno: «Il motivo principale è la beneficenza; è questa la molla che ha fatto scattare la voglia di suonare insieme. Aiutare gli altri divertendosi è una gran bella cosa» spiega Fabrizio Santamaita, il giornalista-batterista con i Police dentro «e colgo l’occasione per invitare le associazioni che fanno solidarietà a visitare il nostro sito e a contattarci per le prossime serate». Da poco è attiva anche una pagina Facebook dove poter reperire i contatti e seguire la formazione in tempo reale .
Suonerete anche pezzi vostri? «Ci stiamo pensando» spiega il giudice Massimo De Cesare mentre accenna un motivetto blues alla chitarra elettrica «ne abbiamo già qualcuno e lo stiamo provando ma per ora è presto. Di sicuro sono pezzi di grande pregio, anche perché abbiamo la fortuna di avere con noi Francesco Rigon che - oltre a essere un musicista sagace - è soprattutto un grande autore: conquistare una candidatura ai David di Donatello a soli 26 anni non è cosa di tutti i giorni».
Magari state pensando ad un disco… «No, stai tranquillo: non faremo un “disco per l’estate” né pensiamo di andare a Sanremo» ironizza Giuseppe Renzetti, che si definisce «tentato professore» («è una vita che ci provo ma non ci riesco ancora») «non abbiamo fretta e le priorità per noi restano suonare dal vivo, fare beneficenza e mantenere il contatto con la gente». Alessandro Di Fabio, il nuovo tastierista, dice di condividere con piacere il progetto: «Suonare per beneficenza è un’esperienza accattivante. Il mio obiettivo è riuscire con i nuovi compagni a battere il loro record di raccolta». De Cesare ricorda infatti che «con le Storie infinite avevamo raccolto oltre 25mila euro che sono andati a diverse associazioni per finalità solidali. Faremo di tutto per proseguire su questa strada, senza farci distrarre da altro».
Ma insomma si può parlare anche del passato o la rottura con le Storie infinite è un tabù? Gli sguardi si incrociano, si cerca l’intesa su chi debba rispondere, poi si vira su frasi diplomatiche come «abbiamo deciso di andarcene perché erano venuti meno i presupposti fondamentali», «non ci divertivamo più», «è stata comunque un’esperienza formativa» e infine un sibillino «ora le scelte del gruppo vengono condivise, tra noi non c’è alcun “direttore artistico”». Quel che conta è che c’è una nuova band in città con tanti buoni propositi. C’è da ascoltarli.