Apre tra le difficoltà il 37° Flaiano Film Festival

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

5874



PESCARA. Nonostante tutto il 37° Flaiano Film Festival 2010 si farà e sarà ricco di proposte svariate ed interessanti.
Numerose le rassegne che si alterneranno al Mediamuseum a partire dal 14 giugno e poi al Cinema Massimo dal 21 giugno. Da segnalare, tra le rassegne, quella dedicata al cinema svedese dalle origini fino ai giorni nostri con i film tratti dalla trilogia dei romanzi di Stieg Larsson; si passerà poi ai racconti di Eric Rohmer, al Concorso italiano - Chi li ha visti?, alle rassegne "Fratelli d'italia", "Di-sogni animati","Il cinema nel pallone", "Vampiri", "Muti...da ascoltare", "Ottant'Hollywood", il cinema contemporaneo, omaggi a Furio Scarpelli e Dennis Hopper e per finire una rassegna sarà dedicata a Tonino Guerra che riceverà il Premio Internazionale Flaiano la sera del 4 luglio a Pescara.

Lunedì 14 giugno l'apertura del Flaiano Film Festival al Mediamuseum di Pescara alle ore 18,00 è riservata a “Il flauto a sei puffi” film d'animazione del 1976 che vede per protagonisti i personaggi creati da Peyo che è anche regista del film. Il film è stato trasmesso nei cinema francesi nel 1976. Il film è tratto dalla storia a fumetti omonima: "Il flauto a sei Puffi" (La flûte à six schtroumpfs) del 1960, che segue abbastanza fedelmente, pur con molte piccole differenze e l'introduzione di numerosi momenti musicali e cantati: la vita scorre tranquilla al castello del re, fra le giostre cavalleresche, che vedono il giovane cavaliere John vincitore, e le esibizioni trobadoriche del suo giovane, ingenuo, e stonatissimo scudiero Solfamì. Un mattino dopo l'ultimo torneo, un mercante giunge al castello; il re accompagnato da John lo riceve subito, ma no, è Solfamì che il mercante desidera; egli ha infatti una collezione di strumenti musicali da mostrare al tanto famoso cantore. Non appena il re e John apprendono lo scopo del mercante lo scacciano incolleriti: non c'è davvero bisogno di alimentare ulteriormente la vena artistica di Solfamì. Scacciato il mercante e celato il suo vero scopo a Solfamì con una scusa, si accorgono che nel terreno era rimasto un flauto, chiaramente perduto dal mercante; un flauto evidentemente difettoso essendo dotato soltanto di sei fori.
Per essere sicuro che Solfamì non ci metta le mani sopra, il re cerca di distruggerlo gettandolo nel fuoco del camino, ma poco dopo il fuoco inizia a fumare di un fumo verde, denso e copioso. Spento il fuoco in tutta fretta, Solfamì rinviene fra le ceneri proprio il flauto a sei fori, e lo raccoglie subito entusiasta, fra la costernazione di John e del re, che vedono in questo modo il loro tormento musicale accrescersi.
Pulito il flauto dalla fuliggine, Solfamì, deliziato dal suo suono, decide di sottoporlo all'orecchio di tutti gli abitatori del castello. Al suo suonare la gente si mette a ballare improvvisamente e disordinatamente; inizialmente Solfamì si offende credendosi bersaglio d'una burla, ma poi realizza che è il flauto ad essere magico, tanto da costringere la gente al ballo, e continua a suonarlo per divertirsi alle spalle degli altri...

12/06/2010 11.13