Draquila va a Cannes, anteprima mercoledì a L'Aquila

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Sulla Croisette sarà una piccola bomba contro il premier e la protezione civile questo 'Draquila. L'Italia che trema' di Sabina Guzzanti che passerà il 13 al Festival di Cannes nelle proiezioni speciali e arriverà invece nelle sale italiane già il 7 maggio distribuito dalla Bim. Abbandonati i toni delle satira-satira, la Guzzanti sposa quelli del giornalismo d'inchiesta alla Michael Moore, tra l'altro suo grande amico, e va giù dura per sostenere quale grande affare sia stato in certi ambienti il terremoto dell'Aquila del 6 aprile 2009, un disastro comunque senz'altro provvidenziale per Silvio Berlusconi che proprio in quel momento, fa notare puntualmente il docu, era in crisi di popolarità.
Ma tesi fondamentale del documentario il fatto che la protezione civile, condotta da Guido Bertolaso, sia stata una sorta di «braccio armato del governo».
Una organizzazione che doveva diventare una sorta di Spa capace di ottenere, «come ha fatto grazie a normative straordinarie estranee alle leggi ordinarie», commesse e dunque denaro dovunque era possibile.
E questo anche da eventi che non hanno nulla di straordinario come appunto i mondiali di nuoto o alcune visite di Benedetto XVI in alcune città italiane.
Ma la sinistra e il Pd in questo Draquila non ne esce meglio.
Si vede all'Aquila una tenda del partito, eternamente vuota, dove stazionano solo alcune sedie e un panino appena morso.
Era l'estate del 2009 quando Sabina Guzzanti arrivò all'Aquila, dopo il G8 che ha messo sotto assedio la città.
Voleva osservare da vicino quello che stava accadendo.
Molti cittadini pensarono che nella disgrazia non gli poteva andare meglio. Altri mugugnavano, e accanto all'ammirazione per i volontari e i vigili del fuoco, manifestavano sentimenti di paura e diffidenza per i vertici della Protezione Civile.
«Mi sono fatta suggestionare – dice la Guzzanti – e ho provato l'emozione di scoprire dal vivo quello che tutta Italia oggi sta scoprendo sui giornali. Quello che venivo a sapere della Protezione Civile mi sembrava enorme, incredibile. Abbiamo preso atto dell'esistenza di uno stato parallelo che stava crescendo senza che nessuno ne sapesse niente. Si parla molto della censura dell'informazione in Italia. Ebbene la censura copre operazioni come questa. La censura e la costante minaccia della perdita del lavoro per chiunque esprima dissenso».
Come mai gli italiani votano Berlusconi?
«La violenza della propaganda, l'impotenza dei cittadini, l'economia e i rapporti di forza fondati sull'illegalità e una catastrofe: il terremoto che ha annientato la città de L'Aquila per raccontare come è stata piegata la giovane democrazia italiana».
Il nuovo film della Guzzanti, prodotto dalla Bim sarà presentato in anteprima all'Aquila mercoledì 5 maggio alle ore 21.00.
04/05/2010 9.46