Cinema: nel 2009 meno spettatori e film italiani ma incassi +4,9

Alessandro Biancardi

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ROMA. Il cinema ha retto alla crisi in modo straordinario: una leggerissima flessione delle entrate e un aumento dei ricavi.
Sicuramente l'impatto del 3D e' stato decisivo nel sostenere gli incassi.
E sicuramente il cinema americano, dopo anni di appannamento, ha ripreso a esprimere una qualita' molto alta, non solo tecnologica, anche artistica.
Lo spiega Federico Tozzi, presidente dei produttori dell'Anica alla presentazione di dati sul cinema italiano nell'anno solare 2009.
Il box office complessivo nel 2009 (dato Cinetel) e' stato di 622,7 milioni di euro, per 98,9 milioni di biglietti venduti.
Il dato di presenze e' in leggera flessione rispetto al 2008 (-0,4%), mentre l'incasso mostra l'unico segno positivo di tutto l'anno rispetto al 2008 (+4,9%), fortemente influenzato dal fenomeno del costo del biglietto per la proiezione 3D.
Nel 2009 diminuiscono i film prodotti rispetto al 2008: 131 titoli (comprese coproduzioni), rispetto ai 154 del 2008 e ai 121 del 2007 (26 titoli 100% italiani in meno, da 123 a 97). Dimezzati gli investimenti pubblici in produzione (38 milioni) mentre restano stabili di poco al di sotto dei 260 milioni quelli privati.
La quota di mercato dei film italiani cala vistosamente del 15% scendendo di 5 punti percentuali, attestandosi complessivamente al 23,4% e drasticamente interrompendo il trend positivo degli ultimi anni.
«Le ragioni che hanno determinato la flessione della quota di mercato del cinema italiano, appaiono meno facilmente decifrabili - spiega ancora Tozzi -. La portata di questa flessione e' piuttosto impressionante: dal 28 al 23% (dal 29 al 23 se si considerano anche le coproduzioni), equivalenti a una contrazione degli incassi del 14,4%. Dopo quasi un decennio di crescita ininterrotta un brusco e imprevisto arretramento. Tuttavia vale per il cinema quel che vale per l'agricoltura: occorre porre attenzione alle tendenze e non ai dati congiunturali. In entrambi i comparti esiste il "fattore annata". Dobbiamo dunque provare a distinguere le componenti tendenziali da quelle congiunturali».
Altro dato significativo fornito dal rapporto dell'Anica riguarda l'investimento medio per i film totalmente italiani che sale rispetto al 2008 da 2,1 a 2,3 milioni di euro.
Questo dato relativo ai soli 44 film con budget superiore a 1,5 milioni mostra pero' un costo medio in continuo aumento: quasi 4,5 milioni di euro rispetto ai 4,3 milioni di euro del 2008 e ai 4,2 del 2007.
Aumentano anche gli investimenti privati nelle coproduzioni, soprattutto minoritarie, opere sulle quali il contributo pubblico si abbatte quasi del 60%.
La serie storica degli investimenti pubblici in cinema italiano (incluse coproduzioni) mostra inoltre una visibile tendenza al drastico ridimensionamento.
La quota sul totale, scesa gia' negli ultimi 2 anni alla soglia del 20%, nel 2009 non arriva al 13%. I nuovi film usciti nel 2009 sono stati in totale 355, sugli 857 titoli complessivamente in programmazione nelle sale, 115 dei quali di nazionalita' italiana (-15 titoli rispetto al 2008).
La top 20 delle societa' di distribuzione del 2009 vede Medusa al primo posto, con 76 film e 88 milioni di incasso Cinetel, pari a circa il 14% del totale anno. Seguono Universal (13%), Warner Bros (12%) e Sony Pictures (11%).
La top 20 delle societa' di distribuzione per incasso medio per film distribuito vede al primo posto FilmAuro, con oltre 36 milioni per soli 5 film e una media di oltre 7 milioni a titolo

04/02/2010 8.36