"The Baires Concerto": Luis Bacalov torna all’Aquila

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Torna a L'Aquila il Premio Oscar, compositore e pianista Luis Bacalov per il cartellone della Società Aquilana dei Concerti “B.Barattelli”.
Presso il Ridotto del Teatro Comunale, domenica 24 gennaio alle ore 17,30, Luis Bacalov si esibirà questa volta con un progetto speciale presentato a Roma in questi giorni, il suo novo concerto-recital: “The Baires Concerto”.
Luis Bacalov, nato a Buenos Aires, inizia la sua formazione musicale all'età di cinque anni. Fa ricerche sul folklore musicale di varie nazioni sudamericane, lavorando in questa disciplina per la Radio e la Televisione Colombiana, dove inoltre fa conoscere, come interprete, la produzione pianistica delle Americhe dell'Ottocento e del Novecento. In Italia e in Francia, a partire dagli anni '60, è molto attivo come compositore per il cinema, collaborando con i più grandi registi (quali Lattuada, Damiani, Scola, Petri, Faccini, Giraldi, Wertmüller, Kurys, Stora, Lefebvre, Borowczyk, Greco, i fratelli Frazzi, Pasolini, Fellini, Radford e Rosi). Per le musiche de Il Postino, con la regia di Michael Radford, ha avuto numerosi premi e nomination oltre il celebre Premio Oscar. Celebri sono le musiche per La tregua di Francesco Rosi e l'interpretazione nel Vangelo secondo Matteo di Pier Paolo Pasolini. Nel 2008 il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano gli ha consegnato il Premio Vittorio de Sica per il settore Cultura come personalità di rilievo nel campo della musica.
The Baires Concerto è un lungo assolo al pianoforte immaginato come un viaggio intimo e della memoria nella Buenos Aires che fu e quella di oggi, dalla periferia al centro, attraverso i quartieri più conosciuti della città: San Telmo, La Boca, La Recoleta, Palermo, evocati alla tastiera con affetto, suggestione e malinconia, a ritmo di tango.
«Un nome proprio argentino, Baires, e una parola italiana comune, concerto. Questo titolo – spiega lo stesso Bacalov - è stato scelto per un duplice motivo: ricordare la grandissima influenza degli italiani nella storia e nella realtà culturale del mio Paese e non dimenticare che io sono vissuto poi in Italia per cinquant'anni. Quindi la pluri-identità della città viene rinforzata dal fatto che io ho abitato qui, in Italia, per tantissimo tempo, per la parte più importante della mia vita. Un concerto che è memoria, omaggio, che è decisamente qualche cosa di me».

22/01/2010 14.42