"L'Aquila nel cuore" un progetto per ricostruire

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Sabato prossimo, 6 giugno, a due mesi esatti dal terribile terremoto che ha colpito la città de L'Aquila e l'intero territorio provinciale, una delle sue tante frazioni si animerà in occasione della festa della ruzzola. L'associazione "Pilati in Festa" di Roccamontepiano, in collaborazione con il comitato feste di Serramonacesca, arriverà nella piccola contrada di Collefracido, del capoluogo abruzzese, con circa 150 partecipanti.
Per organizzare il tutto è stato necessario reperire ben due pullman e diverse decine di auto.
Una vera e propria invasione che ha come scopo quello di raccogliere i fondi necessari per contribuire a costruire un Centro di Aggregazione della contrada aquilana.
Insomma "la ruzzola", il celebre gioco di strada con cui venivano fatte rotolare grandi forme circolari di formaggio grazie alla spinta del laccio, diventa uno strumento straordinario di solidarietà.
«La manifestazione», dice il sindaco di Roccamontepiano, Adamo Carulli, «grazie ad amici comuni aquilani e roccolani, quest'anno si trasferisce a Collefracido, un gruppo di case dannedggiate e rese inagibili dal terremoto, chiesa compresa. Gran parte dei propri abitanti stazionano ancora in tenda, ma restano attaccati al posto dove hanno vissuto da una vita. Gli iscritti di questa singolare gara, in effetti, contribuiranno a devolvere il tutto al progetto adottato in questi mesi da varie associazioni di Roccamontepiano, Serramonacesca, Fara Filiorum Petri, Pretoro e Guardiagrele».
Ma l'iniziativa di sabato è solo l'inizio di questa grande collaborazione che vede protagonisti più soggetti.
Da circa due mesi i 150 abitanti di Collefracido sono stati adottati, simbolicamente, ma anche materialmente da Roccamontepiano.
Già dai primi giorni del dopo sisma, il Comune di Rocca, il Comitato feste San Rocco, Il comitato feste di San Giuseppe, il comitato feste di Sant'Antonio di Serramonacesca, il comitato feste e pro-loco di Pretoro, l'associazione Comino di Guardiagrele, l'associazione la vecchia scuola di Fara Filiorum Petri, hanno messo in piedi un progetto di aiuto che non si è limitato al solo invio dei beni di prima necessità alle polpolazioni colpite.
«Quello che sorgerà a Collefracido», spiega Adamo Carulli, «sarà un vero e proprio spazio aggregativo in legno con tanto di cucina, servizi igienici e sala polivalente.
Il terreno è già stato messo a disposizione dal parroco della chiesa di Sant'Eugenia della piccola frazione, circa settemila euro sono i fondi raccolti nella contrada per costruire fondamenta e platea, il progetto è già stato redatto e dalla prossime settimane è previsto l'invio e il montaggio delle travi e delle capriate in legno.
Il lavoro manuale avverrà con gruppi di volontari che arriveranno dai paesi menzionati, insieme agli abitanti della frazione aquilana».

03/06/2009 10.25