Il regista teramano Saverioni premiato per "Diario di un Curato di Montagna"

Alessandro Biancardi

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TRENTO. Al Trento Film Festival due premi importanti per “Diario di un Curato di Montagna” di Stefano Saveroni. Il film, premiato nella cerimonia ufficiale lo scorso due maggio, ha vinto sia il titolo di Miglior Film italiano sia il pregevole Premio della Stampa.
Riconoscimenti importanti anche per l'Abruzzo che ha dato i natali al regista, residente tra l'altro a Teramo.
Saveroni, insieme ad un team tutto teramano, ha lavorato per due anni alla lavorazione della pellicola rivelatasi un successo. Merito, oltre che del regista, ovviamente anche della sceneggiatura di Pietro Albino Di Pasquale e della “partitura minimalista” del maestro Enrico Melozzi. Minimalismo che, in termini artistici, significa riduzione al minimo di colori, valori, forme, linee e strutture senza la volontà di rappresentare o simboleggiare alcun altro oggetto o esperienza.
Il Premio Città di Imola, quello relativo al miglior film, negli anni passati è stato vinto da registi di fama mondiale quali Monicelli, Visconti, Olmi, Pasolini, Bellocchio, Montecorvo e i fratelli Taviani. Il premio, dal 2004 al Trento Film Festival, è assegnato al miglior film, documentario o fiction di autore italiano e prodotto in Italia.
Il Trento Film Festival è diretto da Maurizio Michetti con Giuliano Montaldo presidente di Giuria.
Entusiasta, ovviamente, il regista teramano Stefano Saveroni: «il Trento Film Festival è una manifestazione bellissima. Sono soddisfatto per la risposta e la partecipazione del pubblico. Ho provato tanta emozione nel vedere tante persone desiderose di commentare il film. Le tre proiezioni sono state seguite da 350 persone».
Felice anche lo sceneggiatore Pietro Albino Di Pasquale: «sono soddisfatto perché è la prima tappa di un percorso che porta a Teramo e la montagna teramana nel mondo... con tutte le sue componenti, Melozzi, il Cineforum, Saveroni ed io».
Non poteva mancare, in conclusione, la soddisfazione del compositore Enrico Melozzi che si lascia andare ad una riflessione: «le immagini di profonda suggestione hanno aperto la porta immediatamente all'ispirazione musicale, consentendomi di elaborare melodie che in qualche modo rievocano il mistero e l'ignoto che si nasconde nelle gole delle montagne abruzzesi. Solo in questi posti si può entrare in contatto con il mistico, con il Dio della natura sconfinata nella nostra terra d'Abruzzo».
Diario di un Curato di Montagna, oltre ai premi già vinti, tra l'altro è candidato anche al prestigioso premio del David di Donatello.

06/05/2009 10.00