Luca Zingaretti debutta con il nuovo spettacolo a Pratola Peligna e Chieti

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Luca Zingaretti, il volto del celebre commissario di Andrea Camilleri della serie televisiva il Commissario Montalbano, sarà per due giorni a Pratola Peligna.
Qui sarà impegnato nelle prove de “La sirena”, lo spettacolo da lui diretto e interpretato, tratto dal racconto Lighea di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, e inserito nella programmazione di Prosa Classica del Teatro Marrucino di Chieti.
Le prove dello spettacolo si terrannno infatti al Teatro Comunale D'Andrea di Pratola Peligna nei giorni sabato 14 e domenica 15 febbraio.
Dopo le prove, lo spettacolo andrà in scena al Teatro Marrucino di Chieti dal 17 al 19 febbraio, martedì e mercoledì alle ore 21; giovedì alle ore 17.
Nel tardo autunno del 1938 due uomini si incontrano in una Torino a entrambi estranea. Paolo Corbèra è nato a Palermo, giovane laureato in Giurisprudenza, lavora come redattore de «La Stampa». Rosario La Ciura è nato ad Aci Castello, ha settantacinque anni, ed oltre ad essere senatore, è il più illustre ellenista del tempo, autore di una stimata opera di alta erudizione e di viva poesia. Il primo risiede in un modesto alloggio di via Peyron e, deluso da avventure amorose di poco valore, si trova «in piena crisi di misantropia». Il secondo vive in «un vecchio palazzo malandato» di via Bertola ed è «infagottato in un cappotto vecchio con colletto di un astrakan spelacchiato», legge senza tregua riviste straniere, fuma sigari toscani e sputa spesso. I due sconosciuti si incontrano in un caffé di via Po («una specie di Ade» o «un adattissimo Limbo») e, a poco a poco, entrano in una garbata e cordiale confidenza. Tra riflessioni erudite, dialoghi sagaci, battute cinicamente ironiche, i due trascorrono il tempo conversando di letteratura, di antichità, di vecchie e nuove abitudini di vita.
In un immaginario viaggio, geografico e temporale tra il Nord e il Sud, emerge un mondo costruito sulla passione e l'estasi. Alle iniziali avventure del giovane con «sgualdrinelle ammalate e squallide ..., di un'eleganza fatta di cianfrusaglie e di moinette apprese al cinema, a pesca di bigliettucci di banca untuosi nelle tasche dell'amante» si sostituisce, in modo tanto sinuoso quanto dirompente, l'amore del vecchio per una creatura dal sorriso che esprime «bestiale gioia di esistere, una quasi divina letizia», dal «profumo mai sentito, un odore magico di mare», dalla voce che pare un canto.
La Sirena, di cui Luca Zingaretti non è solo interprete ma anche curatore della regia e dell'adattamento drammaturgico, è uno spettacolo tra la carnalità del Presente e la spiritualità dell'Antichità su cui emerge la ricchezza della poesia della terra siciliana da dove sembra palpitare quella melensa e liquorosa stasi del vivere che connota gran parte dei paesaggi e degli uomini.
12/02/2009 11.29