Concerto di Natale della d'Annunzio, tra musica e mondanità

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Concerto di Natale dell'Università al Massimo di Pescara. Da manifestazione goliardica ad evento musicale o meglio ad evento “tout court”, per fare un omaggio alla presentatrice francese Sophie Lheureux, in completo bianco come una nuvola.
Ne ha fatta di strada in 13 anni l'idea di affidare “alla potenza mediatica della musica” l'immagine della d'Annunzio, «ateneo certificato per la didattica e la ricerca», come ha sottolineato il rettore Franco Cuccurullo nel suo breve intervento.
La squadra già rodata, ma sempre più professionale, del Coro e dell'Orchestra dell'Università (nuovo direttore Patrick Murray) è scesa in campo con un tridente d'attacco da favola: al centro un Piero Mazzocchetti in grande condizione vocale.
Ai lati due veterane: Antonella Trovarelli, soprano di grande esperienza e sicura come sempre, e Gabriella Bosco, mezzo soprano nata nel vivaio della D'Annunzio e poi affermatasi anche fuori.
A rinforzare il centro campo la Compagnia di musica popolare “Musica Aprutina”, con la zampogna e la ciaramella, oltre che con la bella voce di Luisa Torrese, in grado di reggere lo spettacolo dopo l'esibizione dei fuoriclasse.
Pubblico delle grandi occasioni, stracolme platea e galleria, molti appassionati restati fuori, ricco l'elenco dei brani suonati e cantati, con con Vivaldi, Leoncavallo, Bizet e Strauss per citare i più famosi.
Poi un fuori programma da brivido, quando Mazzocchetti ha cantato “O sole mio”, strapazzando la sua voce con virtuosismi di grande impatto di cui aveva già dato prova con “Vesti la giubba”, da “I pagliacci”.
Il mixer delle emozioni non ha risparmiato momenti di grande partecipazione: su tutti “Amazing grace” di J. Newton, per la voce sorridente di Antonella Trovarelli, e “Habanera”, dalla Carmen di Bizet, un pezzo interpretato da Gabriella Bosco con voce calda e appassionata.
A sottolineare il tema del Concerto, la Musica aprutina con la “Ninna nanna a Natale” e la performance finale di Mazzocchetti, che ha ricordato Luciano Pavarotti di cui viene definito l'erede (anche se lui per modestia glissa su questa eredità) e che ha concluso l'esibizione con “White Christmas”.
Poi tutti a sottolineare con applausi ritmati “Trish trash polka” di J. Strauss, sollecitati dal maestro Patrick Murray, un gesto alla Lorin Maazel che fa ben sperare per la carriera di questo giovane direttore.
Insomma un concerto da ricordare, di quelli “c'ero anch'io”, che ha dato spazio più alla musica che alla mondanità. Anche se le prime file delle poltrone erano occupate dal Procuratore della repubblica di Chieti Ermanno Venanzi e dai sostituti di Chieti Mariangela Di Stefano e di Pescara Giampiero Di Florio e Paolo Pompa. Ma c'erano anche il Prefetto di Pescara, funzionari di prefettura, ufficiali della Finanza fino al grado di tenente colonnello, Carabinieri non identificati, alcuni presidi di Facoltà, docenti vicini al Rettore, Nicola Mattoscio, padrone di casa. Del tutto assenti i rappresentanti politici locali (uno solo era giustificato) ed i giornalisti in servizio permanente effettivo, in tutt'altre faccende affaccendati.

Sebastiano Calella 23/12/2008 16.58