Al via il 18° Chieti Film Festival Scrittura e Immagine

Alessandro Biancardi

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CHIETI. Al via la nuova edizione, la diciottesima, del Chieti Film Festival Scrittura e Immagine in programma nel capoluogo teatino dal 7 al 14 novembre p.v. al Supercinema.
Anche il programma di quest'anno si contraddistingue per la qualità delle sue scelte. Come sempre una giuria di 100 studenti delle scuole medie superiori della città e della Facoltà di Lettere dell'Università “G. d'Annunzio” sceglierà i vincitori del concorso ‘Opera Prima' riservato alla produzione di giovani esordienti italiani.
I giovani saranno impegnati anche in incontri mattutini durante i quali interverranno i protagonisti del mondo del cinema, da Giuliano Montaldo a Roberto Faenza, Maria Sole Tognazzi e Angelo Moscariello. Accanto alla sezione in concorso numerose ed interessanti sezioni come “Scrittura e Immagine”, “Prime Time”, “Sostiene Faenza” ed omaggi a Paul Newman e Akira Kurosawa nel decennale della morte.

Per l'apertura, il 7 novembre, ospite d'eccezione il regista Giuliano Montaldo che incontrerà il pubblico ed introdurrà alla proiezione del suo ultimo film “I demoni di San Pietroburgo” alle ore 20,00: San Pietroburgo, 1860. Un attentato provoca la morte di un membro della famiglia imperiale. Pochi giorni dopo lo scrittore Fjodor Mikhajlovic Dostojevskij incontra Gusiev, un giovane che è ricoverato in un ospedale psichiatrico. Gusiev confessa di aver fatto parte del gruppo terroristico e rivela che i suoi compagni stanno preparando un piano per eliminare un altro parente dello Zar. Il giovane gli rivela anche l'indirizzo di Aleksandra, il loro capo. Dostojevskij deve trovarla e convincerla a fermare questo nuovo atto terroristico. Giuliano Montaldo è tornato al cinema, perseguitato a sua volta dal demone di un progetto che, presente da lungo tempo nella sua mente, scalpitava per venire alla luce. Ideato da Andrei Konchalovsky,

I demoni di San Pietroburgo è insieme la storia di un uomo, la lettura di un artista e l'affresco di una Storia, che non smette di ripetersi. Mescolando biografia e bibliografia, Montaldo si serve della più grande voce della letteratura russa per affrontare un discorso politico che, in ultima istanza, raccomanda di cercare l'Uomo e di fuggire dall'adesione cieca agli ideali astratti, scorciatoia fatale verso il delirio d'onnipotenza e la violenza. Come Dostojevskij, anche Montaldo non si è mai sottratto all'impegno sociale e ha fatto della propria arte un veicolo di passione e di riflessione scoperta, e ora può permettersi, dall'alto dell'età e dell'esperienza, di interrogarci tutti, con un'opera che ha la pretesa del classico e una forma che si mette interamente al servizio di questa pretesa.
In linea con scelte letterarie ed eleganti, ma anche con una forte tendenza all'illustrazione, il film afferma, nel dialogo e nel senso, che la vita è infinitamente più ricca di un romanzo, ma - miracolo - l'arte del racconto serve proprio a rendere più verosimili i fatti della vita.

Il programma della giornata prevede inoltre alle ore 15,30 il primo dei quattro film in concorso, “Il primo giorno d'inverno” di Mirko Locatelli: è un piccolo film che sa raccontare l'adolescenza con dolorosa consapevolezza. Valerio vive con la madre e la sorellina in un paese della bassa padana, si allena in piscina sotto la guida di un energico Giuseppe Cederna e si accanisce ogni sera attorno a un vecchio motociclo Garelli scassato che lo lascia a piedi un giorno sì e uno no. Incapace di tradurre in discorso ordinato e coerente i suoi impulsi più riposti, con i coetanei ha rapporti solo conflittuali, mentre dagli adulti si sente diviso da una distanza incolmabile. Quando nella sua angosciosa solitudine compie un'azione irreparabile, il ragazzo si troverà ad affrontarne le strazianti conseguenze. Il regista racconta in modo molto fisico, vicino ai corpi dei suoi protagonisti, le sfumature del racconto, ma non si fa mai travolgere dall'emozione e tiene sempre la giusta distanza, umanamente partecipe ma fermo nel giudizio morale.

Alle ore 18,00 omaggio al grande ed indimenticabile Paul Newman con “Lassù qualcuno mi ama” di Robert Wise: le scuole del giovane Rocco Barbella sono state la strada e il riformatorio quando, nella prigione militare dove è rinchiuso per diserzione, scopre di avere un talento per la boxe. Con il nome di Rocky Graziano, confortato dall'amore di Norma, inizia una brillante carriera sportiva. Le noie cominciano quando un tipaccio rivela tutti i particolari del suo poco edificante passato, ma niente può mettere k.o. il supercampione, dentro e fuori dal ring. Al suo 3° film newman fa faville in una parte che era stata prevista per James Dean. Nelle efficaci sequenze di pugilato il regista ha sfoderato le sue doti di ex montatore. Oscar per la fotografia e le scenografie. Scritto da Ernest Lehman e basato sull'autobiografia del pugile.

05/11/2008 15.28