Venerdì Vasco a Teramo. Sale l'attesa dei fans

Alessandro Biancardi

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TERAMO. Sale, e le impennate sono impressionanti, la febbre che da giorni affligge il popolo del Blasco transumato nell'inconsueta location teramana e che si esibirà venerdì sera.


TERAMO. Sale, e le impennate sono impressionanti, la febbre che da giorni affligge il popolo del Blasco transumato nell'inconsueta location teramana e che si esibirà venerdì sera. Prove a cancelli aperti già ieri pomeriggio per i fans più irriducibili nel nuovo stadio di Piano d'Accio, struttura che scopre affinità con esibizioni di pregio, da Jovanotti a Vasco, piuttosto che con il declino delle sorti sportive del Teramo Calcio.
Un'incursione nei pezzi storici, quella in cui ieri Vasco non si è certo risparmiato e che ha lasciato i brividi anche agli over 40 pazientemente rimasti in attesa che i cancelli dello stadio si aprissero. Miracolo avvenuto con buona pace degli uomini della sicurezza, mai mestiere fu più ingrato!, e tutto il resto fa parte del mito nelle parole del popolo di Vasco che nelle ore di attesa si racconta, socializza, parla neanche a dirlo di Vasco.
Vasco che lo puoi incontrare, guarda è sicuro!, lungo una stradina bianca e polverosa di Sardinara mentre fa footing accerchiato da sei guardie del corpo.
Vasco che sapessi come è gentile e batte il cinque ad un gruppetto di irriducibili sfiancati dall'attesa nei pressi, si fa per dire, della Corte dei tini nelle cui stanze immerse tra il verde il mitico alloggia. Vasco che, all'ora di pranzo, nella più sciccosa delle gioiellerie del corso buono si regala a sorpresa un caadeau.
Vasco che, finite le prove, sale su un pullman che lo riporta nella sua provvisoria "casa" teramana e basta appena intuirne la camminata, il cappellino che un must ed ecco che partono cori da stadio ed applausi da scroscio.
Ed è il delirio per i teramani che Vasco certo non se lo sarebbero mai aspettato da queste parti, tanto più per cinque giorni a provare il suo tour invernale. Nell'attesa che chissà, anche oggi, i cancelli si riaprano al pubblico la giornata è intanto lunga per chi come Denise, diciotto anni, che con il "santino" del suo idolo in tasca è andata a sostenerci perfino l'esame di maturità adesso è un po' delusa perchè, sì, va bene le prove ma l'incontro con Vasco, sebbene sia stata tra le fortunate prescelta, alla fine non c'è stato e la foto autografata non scatena certo pari adrenalina.
Qualche ora di sonno, giura Denise, poi di nuovo qua e l'appuntamento è con dei ragazzi che arrivano freschi da Venezia come da Alba perchè la"fede" è anche questo, incontrarsi e disperdersi per poi incontrarsi magari ancora al prossimo concerto.
Con la città che intanto impara a sognare dietro questo nuovo vestito che si sta cucendo addosso e che l'ha portata in due mesi a catalizzare performance di big finora impensabili all'ombra del campanile del Duomo.
Dopo Vasco, dunque, avanti gli altri grandi. Signori, adesso nella nuova Teramo, sembra esserci posto.


p.l. 04/09/2008 9.18