Il fondatore dei "Dire Straits" a L'Aquila

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2971

L'AQUILA. Iniziato ieri con il recital dell'eclettico e straordinario Pavel Steidl, il Festival Internazionale della Chitarra, dedicato quest'anno al compositore Mario Castelnuovo-Tedesco a 40 anni dalla sua scomparsa, offre un appuntamento davvero unico nel suo genere: "Morning in Iowa" op. 158 del 1953 scritto per il poema di Robert Nathan.
Eseguito una sola volta alla radio americana, mai in pubblico, negli anni '60, "Morning in Iowa" è stato dimenticato per quasi
cinquant'anni: il manoscritto è stato ritrovato da Lorenzo Micheli nel
2006 presso la Library of Congress di Washington.
Ora, nel 2008, l'opera riprende vita in un progetto artistico, presentato in agosto in Italia, condiviso con Massimo Felici e l'Ensemble '05, affidato alla voce narrante di David Knopfler.
Sarà infatti proprio David Knopfler, fondatore assieme al fratello Mark del grande gruppo rock "Dire Straits", ad interpretare il "Morning in Iowa" sul palco dell'Auditorium "Nino Carloni" al Castello Cinquecentesco, Martedì 2 settembre (inizio ore 21).
Assieme a lui, Giorgio Dellarole (fisarmonica), Angelo Montanaro (clarinetti e sax), Lorenzo Micheli (chitarra), Daniele De Pascalis (contrabbasso), Pierluigi Tomassetti (percussioni), con la direzione musicale di Massimo Felici.
Fu lo stesso Mario Castelnuovo-Tedesco e leggere il "Morning in Iowa"
di Robert Nathan.
Castelnuovo-Tedesco, che lasciò l'Italia per sfuggire alle leggi razziali, all'apice di una fortunata carriera artistica, si afferma negli Stati Uniti come compositore, didatta e autore di musiche per
Hollywood: il suo catalogo, ricco di oltre 150 titoli, comprende un enorme patrimonio e i suoi interpreti erano nomi quali Arturo Toscanini, Jascha Heifetz, Andrés Segovia, Gregor Piatigorsky, John Barbirolli e Walter Gieseking.
Nathan, poeta, sceneggiatore e romanziere, è una delle voci più importanti e sensibili della letteratura nordamericana di quegli anni.
I versi di Nathan, mettendo in scena il destino di un ragazzo e di una ragazza attraverso l'immenso continente americano, raccontano l'epica del viaggio e dei grandi spazi. Castelnuovo-Tedesco ne è incantato e decide di scrivere le musiche per una lettura pubblica del testo. I cieli del Midwest e il maestoso Mississippi sposano così le note dell'autore fiorentino, amico di Puccini e di Toscanini, in una sorta di sincretismo che unisce la tradizione italiana, il jazz e persino la musica dei nativi americani. Il risultato è un grande affresco musicale e poetico in 36 quadri, affidato a un organico insolito e pieno di colori in cui fisarmonica, clarinetto, chitarra, contrabbasso, percussioni, banjo e sassofono accompagnano la voce del narratore.
Il prossimo appuntamento con il Festival Internazionale della Chitarra, promosso da Società Aquilana dei Concerti "B.Barattelli", Associazione Festival Internazionale della Chitarra, Associazione Chitarristica Aquilana, Associazione Musicale Euterpe e i Solisti Aquilani, è uno spettacolo di Flamenco con danzatori e musica, ideato da Lucio Pozone il prossimo 4 settembre.

01/09/2008 15.00