Addio ad Hanon Reznikov, co-direttore del living theatre

Alessandro Biancardi

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NEW YORK. Hanon Reznikov, co-direttore del Living Theatre e marito di Judith Malina, si è spento a New York nella notte tra il 2 e il 3 maggio, a causa di complicazioni polmonari seguite ad un ictus che lo aveva colpito alcune settimane prima. Amava l'Abruzzo e ci veniva spesso.
Reznikov aveva 57 anni ed aveva assunto la direzione del Living Theatre dopo la morte del fondatore Julian Beck avvenuta nel 1985.

Con l'Abruzzo Hanon Reznikov aveva stretto forti legami culturali e di amicizia, facilitati da alcune tournée del Living Theatre che negli anni Novanta toccarono L'Aquila (con "The Tablets", ospitato nella stagione estiva dell'Atam) e Pescara (con Mysteries).

Nel 1992 fu ospite con Judith Malina degli Studi Teatrali dell'Università dell'Aquila e del Teatro Accademico, tenendo una conferenza sul Pirandello del Living organizzata da Grazia Felli al Teatro Comunale.

Ma è stato nel 1997, presso il Centro di Cultura teatrale "Popoli dei Teatri" (PE) che gli appassionati abruzzesi di teatro hanno avuto modo di intessere relazioni più approfondite con Reznikov e la Malina, ospiti del Drammateatro per un seminario di dieci giorni, sul tema "Una giornata nella vita della città".

In tale occasione, i direttori della storica compagnia americana hanno, secondo la propria estetica teatrale, condiviso con il pubblico non soltanto il tempo, come sempre straordinariamente proficuo e coinvolgente dei laboratori e degli incontri pubblici, ma anche la più privata consuetudine della celebrazione della Pasqua Ebraica, nella versione vegetariana e pacifista fissata da Judith Malina.

Dotato di grande cultura e di straordinaria umanità, succedendo alla direzione del teatro, dopo la fase incerta e difficile seguita alla morte del fondatore Julian Beck, Hanon Reznikov ha profuso nel Living Theatre una rinnovata attenzione per la storia sociale, firmando come autore anche molte delle più recenti produzioni della compagnia, da "The Zero Method" ad "Anarchia", da "Utopia" a "Capital Changes", ispirato all'opera di Fernand Braudel Civiltà materiale, economia e capitalismo. «Il Living ha lavorato molto sul desiderabile – spiegava in una intervista – adesso dobbiamo capire come fare e che cosa è possibile fare. Attraverso il teatro possiamo fare riferimento alle nostre radici e alle radici della società e coinvolgere attivamente lo spettatore in questa riflessione».
La notizia della morte di Hanon Reznikov è stata diffusa nei giorni scorsi dall'organizzazione del festival Fabbrica Europa di Firenze dove il Living, che dal 1999 ha una sua sede italiana a Rocchetta Ligure, sta proprio in questi giorni rappresentando "The Brig", dal testo di Kenneth Brown ambientato in una prigione dei Marines. Autentico caposaldo della vicenda artistica del Living, rappresentato per la prima volta a New York nel 1964, lo scorso ottobre si è aggiudicato un Obie Award nel riallestimento diretto da Judith Malina e rappresentato nel nuovo spazio teatrale di Clinton Street. Dal 20 maggio è previsto in cartellone al Teatro Vascello di Roma.
14/05/2008 16.58