Coppella in scena all’Odeon di Roseto

Alessandro Biancardi

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ROSETO. Andrà in scena al Teatro Odeon, lunedì 12 maggio prossimo Coppélia alle 21, balletto in due atti su musica di Leo Delibes per la creazione originale di Mario Piazza.

Si tratta di una nuova versione scenica su libretto di Riccardo Reim liberamente ispirato al racconto Der Sandmann di E.T.A. Hoffmann. Lo spettacolo è allestito da Teatro Marrucino di Chieti – Teatro Lirico D'Abruzzo.
Coppelia la bambola, partorita dalla fantasia di E.T.A. Hoffmann, si colora nella nostra attualità di sfumature ben più inquietanti di quelle colte ed esposte da Nuitter e Saint-Léon nell'800: l'avvento delle realtà virtuali, dell'eros artificiale, della chirurgia plastica capace di trasformare il corpo umano come quello di una bambola, ci portano a guardare con un bizzarro disincanto a tutta la storia di Coppelius e della sua creatura, del giovane Franz e di Swanilda, tanto da indurci a più di una riflessione sulla sessualità e sui suoi ruoli, sul desiderio, sul corpo e sul suo linguaggio oggi più che mai imperioso e perentorio.
Ed ecco che questa riscrittura del balletto di Riccardo Reim, giocando con il naturale e il fantastico, cerca di dare nuove chiavi di lettura attraverso un linguaggio danzato che nasce dai misteri di questa favola così conosciuta e tanto misteriosa, dove l'enigmatico giocattolaio Coppelius, figura affascinante interpretata da Ludovic Party, diviene una sorta di tombeur de femmes di cui la “bambola” Coppelia è l'ultima creazione-conquista.

LA TRAMA

La storia si snoda, con l'arrivo di Franz, in un delicato e precario rapporto a tre nel quale l'aggiungersi di un quarto personaggio (la gelosa Swanilda) non potrà che provocare una catartica catastrofe: Coppélia-Swanilda diviene il macabro simulacro di un erotismo sempre più rivolto all'artificio, ingannevole finzione più reale del vero, idolo consolatore dei suoi due amanti-vedovi, ormai pacificati nella pressoché totale astrazione del loro desiderio. Un'opera coreografica o teatro-d'esperienza ove si avverte un continuo intreccio tra realtà (ordinarietà) e immaginazione (extra-ordinarietà), per un nuovo modo di intendere la danza contemporanea: il New Rinascimento ,concetto ideato da Piazza.
10/05/2008 11.41